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Opinioni
marzo, 2011

Però gli Usa non sono un modello

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Durante la rivolta in Nord Africa sono stati osannati i valori americani. Anche quando non c'è un motivo

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Negli Stati Uniti in molti hanno guardato alle manifestazioni di massa a Piazza Tahir come a un'affermazione dei valori americani. Gli egiziani si sono ribellati a un sistema di governo diseguale, antidemocratico e ingiusto. "Vogliamo quello che avete voi" ha detto un manifestante egiziano alla corrispondente della Cnn Christiane Amanpour.

Ma vogliamo vedere che cosa hanno esattamente gli americani? Gli Stati Uniti sono sostanzialmente un Paese più disuguale rispetto all'Egitto. La misura standard della disuguaglianza, il coefficiente di Gini (più alto è il valore, maggiore è la disparità), per gli Stati Uniti è 41, per l'Egitto 29. Il quinto più ricco degli egiziani raggiunge il 39 per cento del reddito totale e il quinto più povero il 9,8 per cento. Per le stesse tipologie i dati negli Usa sono pari al 46 e al 5,2 per cento.

A New York, l'1 per cento più ricco tra gli abitanti guadagna circa la metà (il 45 per cento) del reddito totale della città. In questa fascia di reddito le persone guadagnano mediamente in una sola giornata più di quanto una persona appartenente al 10 per cento più povero guadagna in un anno.

E la democrazia? Sì, gli americani vivono in una democrazia, alla quale partecipa però solo una minoranza. Alle elezioni per il Congresso del 2010, il 60 per cento degli aventi diritto ha scelto di non votare. L'Egitto non ha ancora avuto un'elezione democratica, ma i dati sull'affluenza alle urne in India, per esempio, sono superiori al 60 per cento. La maggioranza (57 per cento) degli elettori indiani proviene dal quinto più povero della piramide, contro il 36 per cento degli Stati Uniti. La differenza tra le due principali democrazie del mondo è questa: in India i poveri votano.

Negli Stati Uniti i ricchi controllano il processo politico, e quindi le priorità del Paese. Il lavoratore medio delle grandi società di Wall Street guadagna sei volte più della media di un insegnante di scuola di New York. Ma la nazione ha davvero più bisogno di operatori di banca che di insegnanti? Questa grottesca disuguaglianza si sente in tutto il Paese, con i lavoratori ordinari che vedono i loro impieghi trasferiti all'estero e il valore delle loro case precipitare. L'ascesa del Tea Party ne è il risultato. Sfortunatamente, la comprensibile rabbia delle persone è stata intercettata dalle imprese e dagli uomini d'affari che ne sono la causa. I più grandi finanziatori del Tea Party sono Charles e David Koch (valgono circa 50 miliardi di dollari) che hanno donato 50 milioni ad associazioni che negano il riscaldamento globale. Il loro piano per il 2012 è spendere 88 milioni per comprarsi il presidente di loro gradimento.

I plutocrati che controllano l'America sono più furbi di quelli che fanno parte dell'oligopolio egiziano. Attraverso i loro finanziamenti anonimi hanno creato movimenti di popolo che hanno convinto la gente della strada a votare non contro Wall Street, ma contro Barack Obama. Il Congresso degli Stati Uniti è una delle istituzioni più corrotte al mondo rispetto a qualsiasi ragionevole standard. Per le elezioni del 2010 sono stati spesi 4 miliardi di dollari per il miglior Congresso che i soldi potessero acquistare. Grazie alla disastrosa decisone della Corte suprema sul gruppo di pressione Citizens United, molti di quei soldi sono anonimi. Ora le persone che li hanno spesi stanno chiedendo conto dei loro soldi e i membri del congresso da loro comprati li stano cortesemente ripagando con quel tipo di legislazione dannosa agli interessi di lungo termine del Paese.

Per quanto riguarda il governo repressivo: in Egitto 89 persone su cento sono dietro le sbarre. In America uno ogni cento adulti - 2,3 milioni di persone, 70 per cento dei quali non bianchi - è in prigione, il più alto numero e la più alta percentuale di qualsiasi altro paese del pianeta.
Per questo sono in attesa di messaggi di Twitter e Facebook ispirati dalla vista degli egiziani affamati di democrazia reale e per un cambiamento in cui si possa credere che esorteranno un milione di americani a riunirsi a Times Square.

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