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Opinioni
dicembre, 2016

Quanti amici ha Fillon in Italia

Il candidato del centrodestra francese vanta solidi legami con i boss di banche e assicurazioni nostrane.  E va in vacanza a Capri con Luca di Montezemolo

PER CAMBIARE VERSO e aria dalle italiche questioni, basta guardare il rimescolamento dello scacchiere politico europeo. In Francia il favorito alle primarie dei Républicains per la candidatura alle presidenziali 2017 era l’elegante Alain Juppé. Poi l’usato non tanto sicuro Nicolas Sarkozy. Certo non il vincitore François Fillon, considerato il Calimero della compagnia. E come ormai è prassi nessuno l’aveva previsto, tanto meno i giornalisti indigeni.

IL CANDIDATO DELLA destra gollista all’Eliseo non è affare esclusivo d’Oltralpe vista l’inarrestabile presenza dei prefetti di Francia in Italia (copyright Stefano Cingolani). Infatti, Fillon, ex primo ministro di Sarkò, con un programma economico molto liberale, gode di solidi legami nel mondo dei galli che controllano i pollai-asset nel nostro paese.

CON JEAN PIERRE MUSTIER capo di Unicredit azionista numero uno di Mediobanca, ex salotto buono della finanza italica ora grand salon dei finanzieri francesi la conoscenza è antica ma formale. Mustier, cordialità da igloo e sfuriate leggendarie, è uomo che ama stare sulle sue, forte di una fortuna di famiglia, uscito da Société Générale (a causa di una frode di un trader del team di cui era responsabile) e da Unicredit ha potuto concedersi il lusso di non accettare altri incarichi aspettando nuove occasioni.

CHERCHEZ L’HOMME, il legame di Fillon con Unicredit passa attraverso Luca di Montezemolo, l’agenda telefonica più attiva dell’universo australe e boreale, vice presidente di Unicredit in rappresentanza degli arabi di Aabar. Fillon nonostante l’apparenza placida e borghese da figlio di notaio laureato in legge e la fervida fede cattolica segnalata anche dalle calze rosso cardinale di De Ritis, negozio di abiti ecclesiastici più chic di Roma, è un appassionato corridore automobilistico. L’amicizia con LdM divenne nota alle cronache quando ospite nella villa montezemoliana a Capri si fece male cadendo dal motorino. Come si sa, per chiacchierare gli infermieri dell’isola non hanno bisogno del siero della verità.

ANCHE IL RAPPORTO di Fillon con Philippe Donnet capo di Generali, «epicureo» cacciatore di camosci e tifoso di rugby, è mediato. Uno dei più intimi amici di Fillon è Henri de Castries, conte con tutti gli optional che amerebbe Proust compreso il maniero a Anjou, per anni capo del colosso assicurativo Axa lasciato a settembre ben prima dell’età della pensione. Con Fillon all’Eliseo, secondo voci accreditate, il trasloco al ministero dell’Economia dell’ex ceo di Axa parrebbe sicuro. E Axa è stata per vent’anni la casa di Donnet.

IL DE BELLO GALLICO 2.0 è un incrocio intricatissimo di partecipazioni, per esempio la Société Générale ex azienda di Mustier, è diventata socia di Generali gestita da Donnet, manager voluto da Vincent Bolloré (il primo a sbarcare in Italia) secondo socio di Mediobanca dopo l’Unicredit di Mustier. Lo stesso Bolloré carissimo amico di Sarkò (adesso sostenitore di Fillon) che nella scalata al gruppo Vivendi, azionista di Telecom Italia, è stato sostenuto proprio da Société Générale. Nel mondo delle Tlc il suo nemico-amico è Xavier Niel, fortuna stimata oltre 9 miliardi, che vendute le azioni Telecom Italia ora è impegnato nello sbarco nel nostro paese del gruppo Iliad, casa d’accesso a Free, la telefonia mobile che in Francia ha rivoluzionato le tariffe. A dare la concessione a Neil fu proprio il governo Fillon.

MENTRE FILLON tesse le trame della campagna i socialisti organizzano le primarie. Manuel Valls si è già dimesso da primo ministro. E anche l’ex banchiere e ministro Emmanuel Macron scalda i motori, stimato dall’establishment, dai giovani, e avendo sposato Brigitte - la sua insegnante vent’anni più anziana - è nel cuore delle professoresse di Francia che vedono in lui una speranza, chi per il presente, chi per il futuro.

SOCIALISTI E REPUBBLICANI dovranno però fare i conti con la temibile Marine Le Pen e questa è la vera partita. Ma quando Fillon ha vinto, il web ha commentato che lui è simile al coccodrillo, sembra che dorma ma poi è pronto a mangiarsi tutti. Come anche i suoi amici in Italia, a quanto pare.

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