Dopo le polemiche per il mancato viaggio in Russia e la sconfitta nei referendum, Salvini progetta il suo rilancio politico in grande stile. A partire da una lucida analisi della sconfitta: «L’errore è stato indire cinque referendum, troppi per un elettorato sufficiente a malapena per due soli referendum. Se dividete per due, anziché per cinque, il numero degli elettori andati alle urne, vi rendete conto che il quorum era a portata di mano».
Il futuro. Quale la prossima mossa di Salvini? Secondo alcune voci progetterebbe di rifare gli stessi referendum però in Russia, dove il quorum non è necessario e basta il voto di Putin. Nel caso non fosse possibile, l’alternativa è aprire un sushi bar a Mosca. Ma non è escluso che il dinamico leader mediti invece una clamorosa svolta filo-ucraina, indossando la maglietta di Zelensky e chiedendo la concessione di uno stabilimento balneare a Odessa sul modello del Papeete, con cocktail esplosivi, come il “Cratere Dry” e il “Vodka Boom Boom”. E perché non insistere con il suo generoso piano di pace, convincendo Putin a indossare la maglietta di Zelensky e Zelensky la maglietta di Putin? Nel caso non fosse possibile farlo entro l’estate, è previsto un piano bis per la stagione fredda: la felpa al posto della maglietta.
Altre opzioni. Una svolta gay, con fidanzato di colore? L’acquisto del Paris Saint Germain con fideiussione a carico di Giorgetti e Zaia? Un anno sabbatico tra i monaci del Monte Athos, con diretta Instagram della preghiera all’alba (con emoticon spiritosi) e della consumazione del pranzo in rigoroso silenzio, però mangiando anche dai piatti dei confratelli con simpatici “slurp” di commento? «Con Salvini - spiega il politologo Max Schiaccianoci - tutto è possibile. La sua imprevedibilità è ormai oggetto di studio in tutto il mondo. Non è una tattica, è proprio una strategia. La chiamiamo Strategia del Vaso. Lui mette in un vaso svariati bigliettini, con le più fantasiose opzioni politiche. Ne estrae una al mese». Questo metodo, pieno di colpi di scena, è ideale per un nuovo gioco da tavolo, “La politica divertente!”, che garantisce grandi risate con gli amici e in famiglia. Sarà lanciato in occasione del prossimo raduno di Pontida.
Lo staff. Basta con il cerchio magico. Nel catalogo Postal Market Salvini ha scoperto che sono molto più pratici e alla moda il pois magico, meno ingombrante, e il simpatico rombo magico, che rimanda ai pullover degli anni Ottanta. Il pois magico è composto da una sola persona di fiducia, che può fungere anche da autista, andare a comprare i giornali, e beninteso suggerire la linea politica. Il rombo magico prevede invece una rotazione, attorno al leader, di quattro consiglieri, in modo che i due più vicini e i due più lontani si alternino, evitando che qualcuno assuma eccessivo potere. Restano da scegliere i quattro. Forse attraverso un algoritmo, forse con una selezione nei principali circhi mondiali.
Le alleanze. L’unità del centrodestra: accantonati i referendum e il piano di pace, Salvini ha deciso di dedicare tutto se stesso a questa nuova missione, l’unità del centrodestra con Meloni e Berlusconi. Nella sua visione, la Lega sarebbe il cardine di questa alleanza. Nella visione di Meloni, il cardine è la Meloni. Secondo Berlusconi, al centro del progetto dovrebbe esserci il Monza, promosso in serie A dopo dieci anni di tentativi. Improbabile un accordo a breve termine.
Il partito. Nella Lega monta il malumore nei confronti del segretario, specie dopo il suo annuncio di voler cambiare non solo il nome del partito, ma anche il suo: vorrebbe chiamarsi Luigi Luisoni, e si rifiuta di dare spiegazioni nel merito. Giorgetti e Zaia, in una riunione riservata, si sono chiesti, con sgomento, come è stato possibile concedere tanto spazio a un leader così inaffidabile, tacendo anche di fronte alle scelte più assurde. Chi può essere stato così autolesionista? La risposta è stata: noi.