Politica
3 marzo, 2026Il referendum sulla magistratura, dice il Guardasigilli, è solo il primo passo: "Modificheremo la custodia cautelare". Per il ministro, questa riforma "attua molti programmi della sinistra"
Il referendum sulla Giustizia sarebbe solo il primo passo. “Dopo la vittoria del sì”, spiega Carlo Nordio partecipando a un incontro a Bari, “metteremo mano al codice di procedura penale soprattutto sulla custodia cautelare, cosa che mi sta particolarmente a cuore. Vi anticipo che stiamo cercando di riportare il codice di procedura penale al suo originario spirito accusatorio voluto da Vassalli”.
Per il Guardasigilli, quella su cui si voterà il 22 e il 23 marzo “è una riforma che attua molti programmi della sinistra. A parte il fatto che è stata voluta quarant'anni fa da un grandissimo giurista socialista come Giuliano Vassalli, poi erano programmi, come l'alta corte disciplinare, della bicamerale presieduta da D'Alema, la separazione delle carriere era anche nei programmi del Pd, ma non vorrei buttarla in politica. Direi che è una riforma che ci allinea con tutte le grandi democrazie occidentali, dove il processo accusatorio postula la separazione delle carriere”.
A venti giorni dal voto, e dopo il richiamo alla correttezza istituzionale fatto dal Quirinale, il Guardasigilli spera che “tutti abbiano accolto, come penso di aver fatto io, il saggio consiglio del presidente Mattarella di mantenere la discussione solo sui contenuti, senza però scendere a quelle manifestazioni anche grossolane di offese, che purtroppo abbiamo sentito anche in questi giorni”.
Poi, la stoccata all’Associazione nazionale magistrati, che “si è esposta politicamente. Questo diminuisce il principio di terzietà della magistratura, perché nel momento in cui ti affianchi o addirittura guidi una coalizione politica composta da gran parte dell'opposizione, anche se all'interno ci sono tanti dissidenti, l'alleanza, la contiguità della magistratura alla politica fa deteriorare l'immagine di terzietà”.
"Il rischio per la magistratura - ha aggiunto il ministro - non è tanto criticare la riforma, che per certi aspetti come tutte le riforme può essere criticata, ma è affiancarsi o seguire o anticipare e guidare, quella che è una iniziativa politica". "Se il no dovesse essere sconfitto, come noi pensiamo - ha concluso Nordio - la magistratura ne uscirebbe politicamente sconfitta e quindi ancora più vulnerata nella sua credibilità, che oggi è già abbastanza ridotta". Secondo il Guardasigilli, il referendum "si sta politicizzando e questo non deve accadere. L'opposizione dice che il referendum potrebbe servire a indebolire il governo", ma "il governo è così forte e la maggioranza parlamentare talmente schiacciante, che non abbiamo paura di nessun tipo di risultato".
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