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2 febbraio, 2026Il Coni dovrà sostituire la 24 enne azzurra, la prima a essere sospesa in questi Giochi invernali. Resta lo spiraglio del ricorso urgente, ma potrebbe compromettere il processo completo. In passato anche Sara Errani fu trovata positiva, riuscendo a far ridurre la sua squalifica a dieci mesi
La fiamma olimpica non è ancora arrivata a Milano, eppure l’Italia si trova già con un’atleta fuori dai Giochi. L’azzurra del biathlon Rebecca Passler è stata trovata positiva al letrozolo durante un controllo antidoping out of competition. Si tratta di una sostanza contenuta nei farmaci antitumorali - soprattutto per le donne con tumore al seno -, di rado adoperata come steroide anabolizzante. Già in passato aveva fermato altri atleti, come la tennista italiana Sara Errani e il ciclocrossista belga Toon Aerts. Adesso, il Coni sarà costretto con ogni probabilità a sostituire la 24 enne di Brunico, prima squalificata di Milano Cortina.
Resta un piccolo spiraglio per le speranze olimpiche dell’Italia. Passler può fare ricorso urgente al Tribunale arbitrale internazionale dello sport (Tas), in una sezione olimpica ad hoc aperta a Milano. Ma tra soli due giorni si darà il via alle gare. E una mossa affrettata, con esito negativo, potrebbe compromettere un eventuale processo completo al Tas di Losanna.
Cosa è il letrozolo: i precedenti sulle squalifiche per doping
I precedenti sulle squalifiche per letrozolo lasciano margine all’azzurra. Soprattutto perché la sostanza, inclusa nella categoria del Codice Antidoping che regolamenta modulatori metabolici e ormonali (S4), fa poco attrito tra gli atleti con chiare intenzioni dopanti. Gli effetti anabolizzanti sono esigui: la stessa Errani dichiarò che fosse la madre a farne uso, e che lei l'avesse assunta per colpa di un brodo preparato in casa. Ricorso accolto e squalifica ridotta, ma la tennista rimase out dieci mesi. Anche Mornati fu sospeso per via di un altro inibitore dell’aromatasi (il processo che blocca la conversione degli androgeni in estrogeni), l’anastrozolo. In quel casi la tesi di un integratore contaminato, però, non convinse il Tas: fermo per quattro anni.
Anche Passler, con ogni probabilità, dovrà rinunciare alle Olimpiadi. Le toccherà anche spiegare perché le sue urine fossero contaminate. Senza di lei, la rappresentativa di biathlon azzurra resterà con quattro atlete, che gareggeranno ad Anterselva. Lì ci sarà anche suo nonno Johann, due bronzi olimpici e due volte oro mondiale, incaricato della logistica dell’impianto. Rebecca, invece, non era mai riuscita a entrare tra le prime dieci di Coppa del Mondo. E adesso vede sfumare anche una chance olimpica.
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