Economia
gennaio, 2011

A Wall Street inizia il rally

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Dopo i giorni più cupi, la Borsa americana si è ripresa. E secondo gli analisti ci sono tutti i presupposti perchè nel 2011 prevalga il toro

Finanza, energia, industria manifatturiera, alta tecnologia, servizi, sembra proprio che la Borsa si sia inoltrata in una nuova stagione di vacche grasse, con l'indice Dow Jones che veleggia al di sopra degli 11500 punti, il massimo storico degli ultimi due anni, mentre il Nasdaq e lo S&P 500 sono aumentati del 5 per cento nel solo mese di dicembre.

Se non fosse per i dati persistentemente negativi sul fronte dell'occupazione, si potrebbe quasi concludere che l'economia statunitense si appresta ad attraversare un'altra fase di boom. Anche il settore immobiliare ha registrato un'impennata improvvisa con un più 5,6 per cento nel parco abitazioni già esistenti. Anche la crescita del Pil ha battuto le aspettative degli analisti (seppur di un solo decimo di punto), portandosi al 2,6 per cento su base annuale. Ma malgrado il fatto che un'abituale cassandra come Nouriel Roubini veda meno possibile una ricaduta dell'economia, e a Wall Street si odano campane a festa, il dubbio che si possa trattare di una falsa partenza e che la ripresa sia ancora lontana continua ad appesantire le valutazioni degli analisti di borsa e della agenzie di rating.

Continuerà o si tratta solo di un fuoco fatuo? Dove arriverà la borsa nel 2011 e quali saranno i settori che cresceranno e le aziende che conviene seguire? "Non bisogna entusiasmarsi ma i numeri ci sono proprio tutti: questo rally è destinato a continuare anche l'anno prossimo", afferma Allen Sinai, fondatore della Decision Economics e tra i maggiori analisti di mercato americani. "E non solo negli Usa ma anche in Asia", continua Sinai, "l'Europa, ad eccezione della Germania, purtroppo soffrirà ancora dei problemi creati dalla situazione debitoria dei Pigs, ma sugli altri mercati i tassi di interesse (che sono stabili o in discesa) e la situazione normativa (che è di stimolo sia fiscalmente che monetariamente) hanno gettato le basi per una crescita duratura. L'information technology, particolarmente nel settore del software, i servizi e i beni di consumo produrranno i ritorni migliori". Sebbene sia pure lui ottimista, Gary Schlossberg, direttore dei Wells Capital Management Funds, ritiene che il problema europeo potrebbe compromettere la ripresa statunitense. "Il debito europeo ci ha già creato problemi l'estate scorsa, ma a meno di disastri inaspettati la crescita nel 2011 sarà sostenuta", afferma Schlossberg, "Il Dow Jones e lo S&P sono sottovalutati e gli "high beta" (i titoli ad alta volatilità come casinò, ristoranti, vendite al dettaglio e turismo) stanno godendo della ripresa dei consumi.

Beni di consumo duraturi, alta tecnologia, fondi di investimento piccoli e medi e materie prime sono probabilmente i portafogli che cresceranno di più, ovvimente se non si registrano impennate improvvise dei tassi d'interesse".

Secondo John Reese, fondatore della Validea Capital, grazie al taglio delle tasse appena approvato dall'amministrazione Obama, nel 2011 i titoli che se la caveranno meglio saranno quelli che pagano dividendi. "Aziende come la Astra Zenca, la Excellon, la AT&T, la Sanofi-Aventis e la DTE Energy Company, grazie al tetto del 15 per cento di tassazione imposto da Washington saranno in grado di distribuire maggiori dividendi e di reinvestire in ammodernamento degli impianti, ricerca e sviluppo", afferma Reese. "Non bisogna sottolvalutare però quelle che noi definiamo le gemme nascoste", aggiunge Andy Cross, analista di Motley Fool: ""small cap" che hanno già registrato incrementi del 30 per cento, aziende come Atheros Communications, Infenera, Neutral Tandem (che ha appena acquistato la cagliaritana Tinet), Guess (non precisamente una small cap), Hearthland Payment Systems e SeaSpan Corporation nei prossimi mesi offriranno delle occasioni di investimento altamente profittevoli".

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