E' forse giunto il momento di chiederci quali sarebbero, per parafrasare il miglior libro di Keynes, "The economic consequences of Mr. Grillo". E, nonostante i toni da Grand Guignol che spesso assume il comico genovese, l'esercizio deve essere fatto sine ira et studio. L'ostracismo pregiudiziale non fermò la Lega e non fermerà certo il Movimento 5 Stelle.
Limitiamoci dunque alle proposte economiche: il Movimento ha pubblicato un programma reperibile su Internet, ma lo si deve integrare con qualche significativo pronunciamento del suo leader.
Il tema di fondo del grillismo è la lotta contro i privilegi, gli sprechi, la corruzione. Si tratta di un gruppo a loro modo di indignados e la fonte dell'indignazione, il sentimento anticasta, produce anche posizioni apprezzabili.
Ad esempio, l'eliminazione delle province e dei comuni sotto i 5 mila abitanti nonché dei benefici dei parlamentari sono richieste ragionevoli e diffuse. La soppressione dei finanziamenti pubblici per i giornali e la vendita di due reti Rai contribuirebbero ad introdurre pulizia nei bilanci pubblici e nel mercato e a ridurre debito e deficit pubblici. Anche l'assegnazione delle frequenze televisive ogni cinque anni con asta pubblica è una proposta un po' forte (chi rischierebbe soldi per soli cinque anni?) ma che si può discutere e migliorare. L'abolizione del valore legale del titolo di studio, impantanatasi in una bizzarra consultazione pubblica, è un'altra misura che faciliterebbe l'emergere del merito nel mercato del lavoro e della competizione tra Università.
Su alcuni temi importanti, invece la vaghezza è un po' scoraggiante. Su un punto così cruciale come il debito pubblico si auspica la riduzione "con taglio degli sprechi e l'introduzione di nuove tecnologie". Mah, i compianti dinosauri della Prima Repubblica non avrebbero saputo dire di meglio per evitare di fare scelte vere. Oppure, l'integrazione Università/aziende, gli "investimenti nella ricerca universitaria" e "collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblico" sono auspici generici che qualsiasi esponente della casta sottoscriverebbe a occhi chiusi.
Tuttavia, la sorpresa più strabiliante è data dal fatto che, nonostante la sfiducia negli amministratori pubblici e l'avversione agli sprechi, le 5 stelle propongono di mettere il Paese nelle mani dei burocrati e di spendere quantità enormi di denaro senza alcuna commisurazione di costi e benefici. Per esempio, diffusione obbligatoria di Internet nelle scuole, gratuità dei libri di testo mettendoli a disposizione in formato digitale, accesso pubblico via Internet alle lezioni universitarie, insegnamento gratuito dell'italiano agli stranieri e sviluppo di strutture di accoglienza per studenti. Bello. Chi paga?
Nel campo energetico è tutta una mescolanza di incentivi all'energia che apoditticamente piace (lasciando in mano il meccanismo degli aiuti ai ministeri) e punizioni a quella che dispiace (abolizione degli inceneritori: perché?), senza alcuna analisi di tipo economico. Abrogazione del canone telefonico, espropriazione della dorsale telefonica, allineamento di tutte le tariffe (Internet, energia, trasporti) a quelle europee. Ancora una volta, chi paga e come si fa?
"Impedire lo smantellamento delle industrie con prevalente mercato interno" e "favorire le produzioni locali": parole in codice per introdurre misure protezionistiche e aiuti di Stato ad industrie inefficienti e politicamente connesse. Le proibizioni alle scelte degli individui e delle imprese sono tante (no alle stock option, no a nuovi parcheggi, no alle partecipazioni di banche in imprese e viceversa) e non giustificate o spiegate.
D'altronde, citando il Grande Ispiratore del Movimento su un tema fondamentale: "La riforma delle pensioni deve iniziare da chi in pensione c'è già, senza alzare continuamente l'asticella dell'età pensionabile accampando la scusa risibile dell'aspettativa di vita. Non me ne frega un cazzo delle statistiche".
Beh, con sofisticate analisi di questo tipo, l'aspetto positivo è che i margini di miglioramento sono ancora notevoli. Buona fortuna.