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Opinioni
giugno, 2015

Alberto Bianchi, l'uomo nell’ombra del potere renziano

E' l'avvocato del premier con studio di rango a Firenze e lo snodo centrale del nuovo corso. Perché è presidente di Open, la cassaforte del sistema di Matteo Renzi

Nella Babele del potere renziano va segnalato un uomo ombra. Defilato, riservato, abbronzato, il cognome da italiano medio, segno utile per un destino di discrezione, Alberto Bianchi, avvocato del premier con studio di rango a Firenze, è snodo centrale del nuovo corso. Presidente della Fondazione Open, cassaforte del sistema renziano, da chi ?sa è considerato un visir assai influente. ?Per gli ignari, l’unico segno visibile è la nomina nel cda Enel, dove pare conti quanto l’ad Francesco Starace, sua vecchia conoscenza, scelto anche grazie al suo appoggio.

Storico consigliere e revisore di grandi società, Efim, Rai, Mps, ha toccato la rottamata soglia dei sessant’anni. In un’onirica genealogia della gens rentia, rappresenterebbe un pater, oltre che del premier, di Luca Lotti e Marco Carrai, tessitori delle relazioni renziane, corsi sempre da lui per sciogliere problemi legali ?e nodi politici. Nessuno l’ha mai visto con ?un capello fuori posto. Anche questo fa la differenza con la scapigliatura non solo tricologica di Lotti-Carrai.

L’avvocato segue alla lettera i dogmi del Giglio magico, si fa vedere in giro di rado. È apparso una volta da cavalier servente del ministro Boschi e tutti a dire «Ma questo chi è?» mentre lui cedeva con pose da “Vogue” ai fotografi. La seconda apparizione si è verificata alla presentazione ?de “Il Califfato del terrore” di Maurizio Molinari, recensito dal ministro Paolo Gentiloni e da Carrai. E dove c’è Carrai, c’è Bianchi.

Nel ramo degli intrecci potere economico ?e politico, è figlio d’arte. Il padre Angiolo, commercialista di osservanza Dc, era presidente della Cassa di risparmio di Pistoia. Anche il fratello Francesco ha saputo gestire virtù e conoscenze. Commissario del Maggio Fiorentino, siede nel Consiglio di sorveglianza ?di Intesa San Paolo e vanta un passato tra Jp Morgan e Citibank. Un guelfo bianco come Renzi non poteva che circondarsi di Bianchi.

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