Si inizierà con oltre 13mila documenti digitalizzati e liberamente accessibili per la consultazione riguardanti bozzetti, figurini, ritratti, disposizioni sceniche, tavole di attrezzeria che vennero creati in occasione della messa in scena dei capolavori della lirica. Operazione nostalgia? Per niente, se consideriamo che le opere liriche italiane sono a tutt’oggi in tutto il mondo le più eseguite (con l’”intrusione” di quelle di Mozart, Wagner e della “Carmen” di Bizet). A questa prima immissione nella Rete seguirà, nel 2017, il Fondo epistolare, con le lettere e corrispondenze dell’editore Ricordi con gli artisti, circa 15mila pezzi. Nel 2018 sarà poi il turno delle fotografie e dei manifesti che hanno accompagnato la divulgazione di tali opere. A seguire tutto il resto dell’archivio, comprese, progressivamente, le leggendarie partiture originali. Grazie a questo uno studente di Pechino o un professore di Sydney potranno consultare i documenti della storia del Melodramma, comprendere il perché delle scelte espressive degli autori e degli interpreti. E magari le costrizioni cui i musicisti erano costretti dall’esigentissimo editore (e viceversa).
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L’Archivio Storico Ricordi ospita circa 7.800 partiture originali per più di 600 opere, quasi 10mila libretti, una vasta collezione di disegni di scena e costumi colorati in gran parte usati per prime mondiali, oltre alla completa corrispondenza commerciale della società Ricordi dal 1888 al 1962, che fornisce spunti di enorme portata sul modo di lavorare e di pensare dell’industria culturale dell’epoca. Un piccolo ripasso storico per i neofiti: la casa editrice Ricordi, fondata a Milano da Giovanni Ricordi nel 1808, ha influenzato la storia culturale d’Italia e d’Europa. Ha pubblicato le opere dei cinque più grandi compositori lirici italiani - Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti, Vincenzo Bellini, Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini. Fin dall’inizio, tutti i documenti della società sono stati meticolosamente archiviati. Si tratta non soltanto di opere, ma anche di musica da camera e sinfonica. Fra le più antiche quelle del “Ciro riconosciuto” di Niccolò Jommelli (del 1744) e i ventiquattro Capricci di Niccolò Paganini, le più recenti quelle di Luigi Nono e di Franco Donatoni. Inoltre un gran numero di romanze, tuttora eseguite in Italia, di Francesco Paolo Tosti e altri autori, trascrizioni, adattamenti e riduzioni, nonché una serie di testi di didattica musicale.
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L’Archivio vanta un’importante raccolta di manifesti realizzati tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. A quei tempi la Ricordi era una delle poche case editrici al mondo in grado di produrre manifesti di grandi dimensioni, per i quali riceveva commissioni perfino da clienti d’oltreoceano. Non si tratta solo dei cartelloni per le rappresentazioni teatrali, ma anche di manifesti pubblicitari per il Bitter Campari, il birrificio Poretti, l’acqua Uliveto, le biciclette Bianchi, i grandi magazzini La Rinascente e il Corriere della Sera. Particolarmente degna di menzione è la serie di cartelloni per il film “Cabiria” del 1914 (regia di Giovanni Pastrone), e quella per i Magazzini Mele di Napoli. Le Officine Grafiche si occupavano anche delle copertine delle edizioni musicali di Ricordi, che si contraddistinguono per la loro particolare bellezza e originalità.
Per finire la raccolta di lettere autografe che conserva documenti inviati da scrittori, cantanti e autori: fra questi i compositori Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Franz Liszt, Ottorino Respighi, Jules Massenet, Alfredo Casella, Luigi Nono; i librettisti Luigi Illica, Giuseppe Giacosa, Arrigo Boito. E l’immancabile Gabriele d’Annunzio.