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Mondo
settembre, 2016

Nyt vs. WikiLeaks: il dossier su Assange

Il New York Times accusa il fondatore di WikiLeaks di lavorare per favorire la Russia, che avrebbe goduto di una sorta di immunità che l'avrebbe esclusa di fatto dalle rivelazioni più scabrose

Dalle sue colonne il New York Times, ha lanciato un attacco duro quanto inatteso contro il fondatore di WikiLeaks Julian Assange, accusato di favorire la Russia, che dalle rivelazioni avrebbe tratto benefici a spese dell'Occidente.

Nelle accuse lanciate dal quotidiano si legge che anche se Mosca non rispecchia l'ideale di trasparenza che Assange predica da anni nella sua lotta per esporre il comportamento «illegale e immorale» dei governi occidentali, la maggior parte delle rivelazioni di Wikileaks avrebbero risparmiato la Russia, i cui comportamenti avrebbero goduto di una sorta di immunità, non facendola diventare bersaglio di WikiLeaks.

E anche gli ultimi documenti pubblicati sul partito democratico americano suscitano dubbi sul rapporto fra Assange e la Russia. «Secondo fonti, fra i funzionari americani c'è un crescente consenso sul fatto che non ci siano legami diretti fra Wikileaks e i servizi di intelligence russa», ma la tempistica e le rivelazioni sembrano indicare la direzione opposta, afferma il New York Times.

Gli Stati Uniti ritengono che i documenti del partito democratico siano stati rubati da hacker russi, e questo «fa sorgere una domanda: Wikileaks è diventata una macchina per il riciclaggio di materiale compromesso raccolto da spie russe?». Una domanda che - mette in evidenza il New York Times - sembra in linea con l'antipatia del presidente russo Vladimir Putin per Hillary Clinton e la simpatia, con scambi reciproci di gentilezze, con Donald Trump.

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Assange respinge le critiche: Wikileaks non ha nel mirino alcun paese in particolare. E i democratici e Clinton hanno «hanno montato un'isteria stile neo-maccartismo sulla Russia» afferma Assange con il New York Times, sottolineando che gli Stati Uniti non hanno alcune prova concreta che i documenti pubblicati sul partito democratico da Wikileaks arrivano dalla Russia.

In difesa del fondatore di Wikileaks si è schierato anche Glenn Greenwald, il giornalista americano che custodisce i file del 'whistleblower' del Datagate Edward Snowden.

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