Possiede un camion magico che fotografa le persone e sputa gigantografie di volti. Insieme su quel camion Agnès e JR hanno attraversato la Francia incontrato uomini e donne, vecchi e giovani, paesini e fattorie, capre e gatti, paesaggi e case. Insieme hanno firmato un film “Visages Villages” che è al tempo stesso documentario e film d’arte, on the road movie e diario e persino (come dice la Varda) «una specie di antidoto alle brutture del mondo creato da un sociologo del buonumore».
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Di certo a guardarla sullo schermo piccola e magnetica, con il suo caschetto bicolore, i suoi abiti fantasia, la sua energia che tiene testa al corpo agile di JR l’allegria arriva. Mentre lui, alto e allampanato le fa da contrappunto.
L’uno dietro gli inseparabili occhiali neri, inquadra “le visages” e li ingigantisce per trasformare in paesaggio rughe e sorrisi di uomini e donne; l’altra con lo sguardo profondo della Nouvelle Vague ci ricorda che i bisogni delle persone sono semplici e che i sogni invece sono grandi e infiniti. Intorno a loro, tra visi e villaggi, storie e paesaggi, strade e campi nell’atmosfera incantata di un realismo magico, nasce un delizioso film che è anche un inno alla speranza e una buona medicina per un pianeta in ansia. In sala dal 15 marzo distribuito dalla Cineteca di Bologna.
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