«Io vado di qua», dice uno dei due personaggi senza volto nella vignetta di Mauro Biani sulla copertina del nuovo numero dell'Espresso. «E io di là», risponde l'altro. Due direzioni diverse per due politici che erano d'accordo su una cosa sola: «Destra e sinistra non esistono più». Dallo scontro elettorale americano tra Trump e Biden alle angosce esistenziali del 5Stelle, questo autunno mostra a sorpresa il ritorno di categorie che sembravano superate. Come spiega Marco Damilano nel suo editoriale dedicato alla doppia emergenza di questo periodo: che vede il mondo intero stretto tra la pandemia da una parte e l'inadeguatezza dei partiti politici dall'altra.
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Negli Usa va in scena una prova di post democrazia, dominata da élite e apparati militari con le armi della bugia: è lo scenario che disegna Massimo Cacciari, preoccupato che dopo un'eventuale vittoria di Trump lo stesso disegno possa realizzarsi anche in altri Paesi. Davide Mamone fa il conto della comunità che potrebbe decidere le elezioni: quei 60 milioni di americani che hanno come prima lingua lo spagnolo e che voterebbero per i democratici - se solo andassero a votare...
Il risultato delle ultime elezioni in Italia ha lasciato i 5Stelle in crisi d'identità. Michele Serra torna alle radici del movimento, alla metamorfosi di Beppe Grillo da portavoce dei "buoni" a politico della peggior specie. Susanna Turco racconta le delusioni di Crimi, l'aspirante gerarca finito a fare il vigile urbano. Carlo Tecce fa i conti in tasca a Rousseau, la piattaforma per la democrazia diretta che sognava di conquistare l'Europa e ora rischia il fallimento.
Sono a rischio anche i soldi del Recovery Fund: lancia l'allarme Gloria Riva elencando gli errori italiani che possono impedire l'arrivo dei fondi europei. Un grave conflitto di interessi macchia la figura del capo di Confindustria Bonomi (ne scrive Vittorio Malagutti). La Germania è angosciata dal prossimo addio alla politica di Angela Merkel (di Roberto Brunelli), la Libia tiene in ostaggio diciotto marinai siciliani (di Marta Bellingreri), l'Ucraina cerca di ribaltare la verità sull'omicidio del fotografo Andy Rocchelli (di Fabrizio Gatti).
Massimiliano Coccia scrive un nuovo capitolo della brutta storia del cardinal Becciu, con affari sparsi tra Angola, Irlanda e Australia. E mentre Giuseppe Genna distilla il senso della nuova enciclica di papa Francesco («ricomporre lo scisma tra singolo e comunità»), la famosa copertina con la donna incinta messa in croce torna sulle pagine dell'Espresso per illustrare gli interventi di Michela Murgia e di Filomena Gallo sulla polemica nata dall'aborto terapeutico trasformato in tortura. Uno scandalo denunciato dall'Espresso e confermato dalle terribili esperienze di tante lettrici, che possono continuare a mandare le loro testimonianze qui.
Altan ride amaro sulla destinazione dei fondi europei, la "Satira preventiva" sbeffeggia il "passo del tapiro" dei trumpiani goffi e obesi, Elvina Seminara invita a meditare sui diversi significati della parola della settimana, "rapporto". L'ecologista Stefano Liberti punta il dito contro l'emergenza continua che costa all'Italia centinaia di miliardi. Ed Emergency lancia il suo festival delle "Idee che fanno bene" in collaborazione con l'Espresso: dal 12 al 15 ottobre sul nostro canale web e su quello della onlus si parlerà di sanità non solo pubblica e gratuita ma integrata, in una società che si sforza di ridurre le disuguaglianze.
E L'Espresso chiude con un racconto inedito di Franca Valeri, indimenticabile "Signorina snob", e con Mario Botta che spiega a Emanuele Coen perché sogna di progettare solo chiese. Quanto al "Giallo a Bollywood" ricostruito da Francesca Marino, la fine è nota: se un attore amatissimo muore a Mumbai, la colpa è senza dubbio della sua compagna, troppo bella e libera per il maschilismo indù.
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