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Attualità
febbraio, 2021

Il consorzio giornalistico Icij, di cui fa parte L'Espresso, è candidato al Nobel per la pace

Un gruppo di deputati norvegesi ha promosso tra i possibili destinatari del prestigioso riconoscimento il consorzio internazionale che ha realizzato le inchieste sui fondi offshore, dai Panama Papers ai FinCEN Files

The International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), di cui L'Espresso è partner esclusivo italiano da molti anni, è tra i candidati a ricevere il premio Nobel per la Pace 2021, che sarà assegnato a Oslo in dicembre, insieme a Global Alliance for Tax Justice. Le due organizzazioni sono state segnalate da tre deputati dello Storting, il Parlamento norvegese, per il loro "contributo nella realizzazione di un'alleanza globale", in nome della trasparenza nel sistema finanziario mondiale. Si apprende da ambienti del premio che «questi coraggiosi giornalisti e organizzazioni di società civili svolgono un ruolo critico nel denunciare corruzione e flussi finanziari illeciti, spesso a rischio della vita».

Sono passati dieci anni da quando, nel 2011, con Offshore Leaks, ICIJ ha dato il via a una serie di inchieste che hanno svelato i segreti della finanza opaca e la portata planetaria dell'evasione fiscale. Grazie alla collaborazione transnazionale di centinaia di giornalisti, è stata  messa a nudo l'"industria delle società offshore" nelle seguenti indagini, a cui L'Espresso ha sempre partecipato: China Leaks, Luxembourg Leaks, Swiss Leaks, Panama Papers, Paradise Papers, West Africa Leaks, Mauritius Leaks, Luanda Leaks, fino all'ultima, pubblicata lo scorso settembre, FinCEN Files.

Altri candidati selezionati per il premio Nobel per la Pace 2021 sono: il movimento Black Lives Matter; il dissidente russo Alexei Navalny; l'ex consigliere della Casa Bianca Jared Kushner e il suo vice Avi Berkowitz, per aver negoziato una serie di accordi per il Medio Oriente, i cosiddetti "accordi di abramo"; World Health Organization; Reporters sans Frontières.

Nel dicembre 2020 il premio è stato assegnato al World Food Programme. Nel 2009 era stato conferito a Barack Obama. Altri premi assegnati: Unione europea (2012);  Madre Teresa di Calcutta (1979); Willy Brandt (1971); Henry Kissinger (1973); Lech Walesa (1983); Mikhail Gorbachev (1990); Yasser Arafat, Shimon Perez e Yitzhak Rabin (1994); Martin Luther King (1964).

La procedura del premio prevede che una lista ristretta di nomi venga selezionata tra febbraio e marzo, mentre il nome del vincitore sarà annunciato in ottobre.

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