Adesso giura
La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini posta su Instagram i video dal Quirinale e mette “T’appartengo” di Ambra come colonna sonora. Poi cancella
(FQ Magazine – 22 ottobre)
Allegorico
“Calogero Pisano, eletto con Fdi e nella bufera per i post filo-Hitler, lascia Fratelli d'Italia ed entra in Noi Moderati”
(@ultimora_pol – 19 ottobre)
Ne dubitiamo
“Vespa, le bollette tolgono il sonno a me, a lei e a milioni di italiani”
(Matteo Salvini a Porta a Porta, Rai 1 – 24 ottobre)
Il piede giusto
“Rispetto a quanto riportato da organi di stampa locali, in riferimento alla Conferenza sul Turismo prevista a Chianciano, si specifica che l’appena insediato Ministro del Turismo sen. Daniela Santanchè non sarà presente perché attualmente impegnata ad analizzare ed affrontare numerosi dossier sulla situazione del settore”
(Ministero del Turismo, pagina Facebook ufficiale – 23 ottobre)
“Le quote del Twiga? Le tengo, certamente”
(La ministra Daniela Santanchè ai microfoni di Fanpage.it – 25 ottobre)
Grammatical chic
“Giorgia #Meloni si sente IL Presidente e non LA Presidente. Così vuole essere definita e questo volere in un Paese che si definisca libero andrebbe rispettato. No, i sindacalisti della Rai non ci stanno. Ecco il diktat: i giornalisti devono usare il femminile. Assurdo”
(Hoara Borselli, giornalista di Libero, su Twitter – 24 ottobre)
“Meloni è una grande donna, smettete di romperle i coglioni visto che è l’unica ad averli”
(Vittorio Feltri su Twitter – 25 ottobre)
Meloni, “decidendo di presentarsi al mondo con una veste maschile, ha sdoganato il gender fluido. Speriamo solo che nessuno lo dica al ministro contro la parità di genere, Eugenio Roccella”
(Luca Bottura su La Stampa – 24 ottobre)
La fine dell'umano
La nuova ministra per la Famiglia e la Natalità è ultraconservatrice. Eugenia Roccella ha definito l’aborto “il lato oscuro della maternità”, il matrimonio un “momento cruciale che dà valore alla differenza sessuale” e le unioni civili una via verso “la fine dell’umano”
(Il Post – 22 ottobre)
“Sono lieto per Roccella ministro, ora senza paura e subalternità si proclamino le convinzioni: 'Sì vogliamo combattere l’aborto perché non è un diritto, è un omicidio'. Se sei il ministro della Natalità non puoi dire che l’aborto riguarda un altro ministro”
(Mario Adinolfi su Twitter – 22 ottobre)
Iniziative editoriali
“Grande esclusiva: la mamma di Giorgia Meloni si confessa. Per crescere le mie figlie e per dare loro da mangiare sono diventata la scrittrice Josie Bell. A puntate il suo romanzo più bello”
“Giorgia Meloni: si chiama Harael l’angelo che mi protegge”
(Di Più – 25 ottobre)
Meloneskin
“Sono nati i Meloneskin, la nuova rock band di governo. La fondatrice è Giorgia Meloni come Victoria dei Maneskin” (Il Foglio); “Unico vezzo, il tacco a spillo oro da 12 e la chioma sciolta” (Avvenire); “La femminilità 'ninnoleggiante' e tradizionalissima di un braccialetto in brillanti modello tennis” (Il Giornale); “Meloni, il look: cambio scarpe a Palazzo Chigi, arriva senza tacchi, poi indossa le decolletés. Cinque paia in tre giorni”
(Il Messaggero)
“NO” (2019)
Le piacerebbe fare il premier? “È una domanda difficile per me: personalmente no, nel senso che mi rendo conto che quello è un incarico per il quale hai sulle spalle il destino di 60 milioni di persone, è una cosa che fa tremare i polsi, e che non ho mai sognato di fare. Io però ho scelto di fare politica, per cui se un giorno gli italiani mi ci porteranno lo faccio, non è che non lo faccio”
(Giorgia Meloni a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1 – 9 ottobre 2019)
“150” (2013)
Corriere.it, 9 febbraio 2013: “Notte in ospedale per Guido Crosetto dopo aver fumato 150 sigarette. Il co-fondatore Fdi twitta: 'Ora sto bene, sono stato un cretino'”. Nelle ore successive dichiarerà quanto segue: “Ho bypass, stent, 5 pastiglie al giorno, ma non riesco a smettere: di solito fumo 4-5 pacchetti di sigarette al giorno, in campagna elettorale 7-8, e mi hanno ricoverato. Sono arrivato a fumarne anche 150 al giorno, però mi sono limitato a quelle light”
Lo stato di salute del Pd, invece
Meloni replica a Serracchiani del Pd: “Onorevole, mi guardi, le sembra che io stia un passo dietro agli uomini?”
(Rainews – 25 ottobre)
Con voce ferma
L’errore di Meloni: legge la lista dei ministri, ma scambia Fratin e Zangrillo. Che intanto parlano già da capi del ministero sbagliato (Fatto Quotidiano)
Zangrillo, in una nota: “L’energia oggi è la priorità numero uno, ce la metterò tutta” (ma è ministro per la Pubblica Amministrazione, ndr)
Pichetto Fratin, su Instagram: “Ministro per la Pubblica Amministrazione: con voce ferma al lavoro per il futuro dell’Italia”. Pochi minuti dopo cancellerà il post, riproponendolo identico ma con il nome del ministero “corretto”, cioè quello dell'Ambiente
(23 ottobre)
Quella roba lì
L’esordio con gaffe di Pichetto Fratin: confonde il Consiglio d’Europa con il Consiglio Ue e sbaglia il nome del mercato del gas
(Open – 25 ottobre)
Noi moderati
“Mi aspetto che per Noi moderati, in grado di esprimere più competenze, ci sarà una chiamata per ruoli di sottosegretario”
(Maurizio Lupi al Corsera – 24 ottobre)
Le argomentazioni di un parlamentare europeo
“A sinistra stanno implodendo ”, “qualcuno rosica”, “ma a #maalox come siamo messi
#GovernoMeloni”
(Angelo Ciocca, eurodeputato leghista, su Twitter – 21 ottobre)
Casa Savoia apprezza
Emanuele Filiberto: “Voglio comprare il Savoia calcio. Felice per il governo Meloni e per l’idea di La Russa sulla festa per il Regno d’Italia”
(Corriere.it – 24 ottobre)
Triste, solitario y
Luigi Di Maio, il finale: fuori dal Parlamento (e sparito sui social) si dimette anche da Impegno Civico. Il triste declino dell'ex enfant prodige del M5s
(Il Messaggero – 23 ottobre)
Montecitorio beach
C’è chi, come Luigi Di Maio, voleva tagliare le poltrone in Parlamento. Ci è riuscito stravincendo il referendum, ma poi è finito sforbiciato a sua volta. E chi, come il suo fedelissimo Sergio Battelli, conscio dello zero virgola che li attendeva, dopo 10 anni nei palazzi della (fu) casta aveva già in testa un sogno: aprire un chiringuito a Barcellona. “Lo chiamerò Montecitorio beach”, racconta con il sorriso il deputato-rocker che nel frattempo ha registrato il suo nuovo singolo “3 is a magic number”
(7, Corriere – 23 ottobre)
Vita nascente
Camere, già 505 ddl presentati: il senatore Maurizio Gasparri vuole anche la “Giornata della vita nascente”, la festa delle forze armate e il divieto di cannabis light. Ripresenta inoltre, per la terza legislatura consecutiva, il ddl che vorrebbe riconoscere la capacità giuridica anche all’embrione e al feto
(Fatto Quotidiano – 20 ottobre)
Applausi
Nuovo audio di Silvio Berlusconi durante un’assemblea con i parlamentari di Forza Italia: “Zelensky? Meglio che non dico quel che so… poteva arrendersi e finiva tutto in due settimane”. Applausi dei presenti
(Open – 19 ottobre)
“Berlusconi è sotto l’effetto della vodka”, così il consigliere di Zelensky sull’audio del leader di Forza Italia
(Fanpage.it – 20 ottobre)
“Vladimir-Silvio”
Silvio rimase affascinato da certi tratti straordinari, da caratteristiche non banali di Vlad tra le quali, insieme all'intelligenza, spiccava la crudeltà. Mitico il racconto che fece, davanti a testimoni, di una battuta di caccia in cui Putin gli mise in mano un fucile (“Non sapevo nemmeno come tenerlo, me la facevo sotto”) e lo portò nel bosco, loro due da soli. Quando passò un cervo, Vladimir “fece pumm e lo ammazzò al primo colpo; poi a balzi corse dall'animale morente, con un coltello gli strappò il cuore e me lo diede perché lo portassi a cucinare; io, senza farmi vedere, lo buttai in un cespuglio”. Però poi gli regalò una carabina di precisione Beretta; e per compiacerlo Berlusconi fece l'inqualificabile gesto del mitra a una giornalista russa che, in conferenza stampa, aveva osato chiedere a Putin se stesse per divorziare (giustamente preoccupata la cronista scoppiò in lacrime)
(La Stampa – 19 ottobre)
Chapeau
“Il genio strategico della Russia è evidente”
(Il professore Alessandro Orsini su Facebook – 23 ottobre)
Gubbio-gate
Cosa è successo realmente a Gubbio? A parlarcene è Claudio Casagrande, in arte Biscotto: “Tutto è nato da una cosa goliardica – dice Biscotto – poi però con il telefono senza fili si arriva alla catastrofe apocalittica che si sente negli audio. Era un pranzo di pesce con ricciola e tonno. Io sono scappato subito dopo l’antipasto perché lo stomaco brontolava. Per fortuna abito vicino al ristorante. Ho fatto e sono tornato. Che tipo di defecata è stata? Una ombrellonata, come l’ombrellone al mare. Una delle cose più meravigliose che ci siano, ti libera proprio… C’erano 101 invitati al pranzo – continua Biscotto – ma solo in 7 o 8 hanno avuto la dissenteria. Ci sono state davvero due ambulanze, due persone hanno avuto un mancamento, ma al pronto soccorso non hanno riscontrato intossicazioni alimentari. Anche l’incidente stradale c’è stato veramente, ma non è dovuto all’attacco di diarrea”
(La Zanzara, Radio 24 – 25 ottobre)