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Attualità
ottobre, 2023

Il Cnel aiuta Giorgia Meloni e boccia il salario minimo: «In Italia non serve». Le notizie del giorno

Renato Brunetta
Renato Brunetta

il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro suggerisce di rafforzare la contrattazione collettiva. Crosetto rallenta sugli aiuti militari all'Ucraina. Zelensky invita papa Francesco a Kiev. L'accordo Ue sui migranti fa contento il governo. I fatti da conoscere

Crosetto: “Aiuti militari a Kiev? Risorse non illimitate” 
Tra i sistemi di contraerea da fornire all'Ucraina non resta molto. Il nuovo pacchetto italiano di aiuti, annunciato lunedì scorso dal vicepremier Tajani a Kiev, non è ancora scritto. Anzi, specifica il ministro Guido Crosetto, anche se «la disponibilità c'è, per ora è soltanto una dichiarazione di intenti». Il titolare della Difesa chiarisce che si sta verificando la fattibilità di costruire l'ottavo pacchetto: «Ci sono due aspetti: uno politico, che è ciò di cui ha parlato Tajani, e poi c'è la parte tecnica, per vedere cosa si è in grado di dare senza mettere in pericolo la necessità di preservare una Difesa italiana sempre. C'è una continua richiesta da parte ucraina di aiuti, bisogna verificare ciò che noi siamo in grado di dare rispetto a ciò che a loro servirebbe». Del resto già nel gennaio scorso si era posta la questione di un parziale svuotamento dei magazzini e di dover ripristinare le scorte che servono per la Difesa nazionale: una questione affrontata anche da tutti gli altri Stati europei. E solo in Italia, secondo le aziende belliche, serviranno due anni per recuperare il quantitativo di munizionamento. Senza contare i sistemi di difesa avanzata forniti a Kiev in collaborazione con la Francia, come il Samp-T. «L'Italia ha fatto molto, ha puntato molto sui sistemi di difesa antiaerea per fermare gli attacchi che vanno sulle infrastrutture civili ed energetiche, sulle città, sulle scuole. Il problema è che non hai risorse illimitate. E da quel punto di vista l'Italia ha fatto quasi tutto ciò che poteva fare, non esiste molto ulteriore spazio», dice senza mezzi termini Crosetto. 

 

Zelensky: ho invitato papa Francesco in Ucraina, sarei lieto venisse 
Papa Francesco «è stato invitato in Ucraina da me, sarei lieto se venisse». Lo ha detto il presidente ucraino Voldymyr Zelensky, nella lunga intervista concessa a Sky Tg24. Riguardo alla Russia e ai tentativi della diplomazia di mettere fine alla guerra, ha aggiunto: «La Russia non è interessata alla via diplomatica. Ci sono stati colloqui del Vaticano, anche la Turchia ci ha provato ma il risultato è sempre lo stesso: nessuno è riuscito, non perché i leader non sono forti ma perché la fine della guerra è contraria ai desideri di Vladimir Putin. Putin ha deciso di andare avanti, qualsiasi accordo sarà bloccato da Putin, basta guardare l'accordo sul grano».

 

Accordo Ue sui migranti: passo indietro della Germania sulle Ong e Meloni canta vittoria 
Una svolta notturna, un giro di telefonate che forse ha coinvolto direttamente Giorgia Meloni e Olaf Scholz, il successivo passo indietro della Germania: alla viglia del vertice di Granada l'Ue trova l'intesa sul regolamento delle crisi migratorie e può finalmente tornare a sperare di finalizzare il Patto nel suo complesso entro la legislatura. L'accordo è arrivato nella riunione dei rappresentanti permanenti a Bruxelles e, per raggiungerlo, è stato decisivo il declassamento del punto riguardante il principale pomo della discordia tra Roma e Berlino: le Ong. «È passata la nostra linea, l'emendamento tedesco è stato ritirato», ha sottolineato Meloni, che potrà volare in Andalusia dopo aver incassato una vittoria politica non scontata sul fronte migranti. Il nuovo testo mantiene il punto in cui si dice che gli aiuti umanitari sono esclusi dai casi di strumentalizzazione della migrazione ma lo declassa dall'articolato vero e proprio ai 'considerando', ovvero a quelli che figurano come i prequel di quanto viene disciplinato da una normativa. Da un punto di vista legislativo, di fatto, il passaggio perde tutta la sua forza. Il testo è tornato così molto simile a quello precedente al compromesso presentato dalla presidenza spagnola giovedì scorso al Consiglio Affari Interni. Un compromesso che all'Italia non era piaciuto né nella tempistica, né nel merito, visto che andava a enfatizzare le operazioni delle Ong proprio nei giorni dello scontro tra Roma e Berlino. «L'emendamento tedesco era un passo indietro», ha ribadito la presidente del Consiglio rimandando anche alle dichiarazioni del vertice Med 9 di Malta, dove ha incassato la sponda di Parigi sulla migrazione. «L'intesa è stata un successo per l'Italia, ora si può accelerare», ha sottolineato anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani. L'accordo è stato salutato anche dai vertici Ue, a cominciare dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e dalla presidente dell'Eurocamera Roberta Metsola.   

 

Nadef: il centrodestra serra ranghi sulle presenze in Aula 
Il Governo ora punta alla partita con Bruxelles per avere margini sulla legge di bilancio. «Ci dovranno concedere maggiore flessibilità». Ma la consapevolezza anche nella maggioranza e' che saranno pochi i margini di manovra. Al momento non è' in programma alcun incontro per preparare l'iter che si aprira' dopo il Consiglio dei ministri del 16 ottobre quando sul tavolo finirà la manovra. L'obiettivo è' comunque quello di 'blindare' il percorso. Facendo in modo che il testo sia quello che uscira' dalla riunione. La premessa è' che «bisognerà evitare - dice un 'big' della maggioranza - che gli emendamenti non arrivino dal governo. Ma chi sostiene questo governo deve capire che il momento è' difficile e bisognerà' comportarsi di conseguenza". Intanto la prima mossa è' quella di stringere sulle presenze in vista di mercoledi' prossimo, quando alla Camera e al Senato è' previsto il voto sulla Nadef che necessita della maggioranza assoluta. Il messaggio e' arrivato a tutti i parlamentari del centrodestra gia' la scorsa settimana: la presenza sara' obbligatoria, per evitare che si possa ripetere l'incidente parlamentare del 27 aprile, quando la maggioranza ando' sotto alla Camera per 6 voti sul Def. «Un brutto scivolone, è stata una brutta figura, credo che tutti debbano essere richiamati alla responsabilità'. Noi non ci stiamo risparmiando e nessuno si deve risparmiare», commentò' allora la presidente del Consiglio. Oggi alle 20 si terrà un Consiglio dei ministri, convocato per alcune scadenze di leggi regionali e che potrebbe esaminare un decreto legge riguardante i Campi Flegrei, dopo le scosse sismiche dei giorni scorsi. Intanto il Parlamento è impegnato a convertire altri provvedimenti licenziati d'urgenza dal governo nei mesi scorsi. Ieri l'Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo posta sul decreto Asset mentre al Senato l'esecutivo ha incassato la fiducia al governo sul dl Omnibus in materia di processo penale e civile, contrasto agli incendi boschivi, recupero dalle tossicodipendenze, salute e cultura, personale magistratura e Pa.

 

Parere contrario del Cnel al salario minimo  
Con un documento approvato dall'assemblea, il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, organo di consulenza del parlamento e del governo con presidente Renato Brunetta, ha respinto la proposta di legge sul salario minimo, suggerendo invece, di rafforzare il sistema della contrattazione collettiva. La direttiva europea sul Salario minimo "non impone agli Stati membri alcun obbligo di fissare per legge il Salario minimo adeguato e neppure di stabilire un meccanismo vincolante per l'efficacia generalizzata dei contratti collettivi". La direttiva "è al contrario estremamente chiara nel segnalare, rispetto all'obiettivo di promuovere un sostanziale 'miglioramento dell'accesso effettivo dei lavoratori al diritto alla tutela garantita dal Salario minimo', una netta preferenza di fondo per la soluzione contrattuale rispetto a quella legislativa". È quanto segnala il documento relativo agli esiti della prima fase istruttoria tecnica sul lavoro povero e il Salario minimo discusso dall'assemblea del Cnel. "La direttiva europea - sottolinea il documento - là dove esiste un robusto ed esteso sistema di contrattazione collettiva non richiede ulteriori verifiche o adempimenti. Da ciò si può evincere che il trattamento retributivo previsto da un contratto collettivo qualificato, cioè sottoscritto da soggetti realmente rappresentativi, sia adeguato" 

 

La tragedia di Mestre: sotto accusa il guardarail  
C'è l'ipotesi di omicidio stradale plurimo nell'inchiesta aperta dalla Procura di Venezia sul disastro del bus di turisti precipitato da un cavalcavia a Mestre, dopo aver divelto un guardrail. Le ipotesi principali sulle cause della tragedia sono una manovra azzardata o un malore dell'autista. Nessun contatto con un altro mezzo prima del tragico volo. Identificate tutte le 21 vittime, tra cui un bambo di un anno e mezzo e di una ragazzina di 11 anni.  

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