
La rinascita del bambino che non vuole mai crescere, di Peter Pan, come gli piace farsi chiamare, sta tutta qui. Nella scelta di trasferirsi a Genova dopo una vita a 300 all'ora a Roma e Madrid. Nella volontà, dopo anni di scappatelle, scenate, incidenti d'auto, litigi con tutto e tutti, di abbandonare i 'galacticos' per la Sampdoria, una squadra da metà classifica con gli occhi ben attenti al bilancio. Ma alla società blucerchiata è bastato sborsare 5 milioni e mezzo di euro per avere un fenomeno in prestito (con diritto di riscatto) e cambiare il proprio destino. Ora la squadra di Luigi Del Neri è addirittura prima in classifica, dopo una sola sconfitta e cinque vittorie, l'ultima sulla corazzata Inter. Lo stesso Del Neri, con il quale Cassano aveva avuto un pessimo rapporto ai tempi della Roma, lo elogia ogni volta che può e lo spinge verso l'azzurro.
Mentre il popolo doriano impazzisce di gioia, il genietto nato a Bari Vecchia ventisette anni fa vive in modo deliziosamente normale. In uno splendido residence vista mare, con la fidanzata Carolina Marcialis, pallanuotista diciottenne della Diavolina Nervi, serie A-1 italiana. Accanto all'inseparabile mamma, Giovanna Perrelli, che sta nell'appartamento a fianco. E intorno a lui l'amico Nicola, talmente vicino al campione da essere soprannominato il 'cugino', e altri due inseparabili, Mimmo e Antonio. Perché il mondo di Cassano è come un circo, quando lui cambia città i fedelissimi lo seguono.
Nel circo però l'anno scorso è entrata in punta di piedi una certa Carolina, e tutto è cambiato. Per conoscere il nuovo Peter Pan bisogna andare al piccolo ristorante 'Oliman', locale che più genovese non si può: focaccia al formaggio e pasta al pesto, a pranzo e cena. Qui Fantantonio (altro soprannome datogli dalla stampa) l'anno scorso vede per la prima volta una ragazzina diciassettenne, appena uscita da scuola, cliente fissa del posto. È colpo di fulmine, e almeno due mesi di focacce e carpaccio: "Alla fine mi ha chiesto il numero di Carolina e io glielo ho dato", racconta Sara Esposito, titolare del locale, "sapevo di rischiare, lei allora era ancora minorenne e lui non aveva certo una bella fama. Così all'inizio uscivamo sempre in gruppo, lo tenevamo d'occhio costantemente. Ma ci siamo accorti presto che non ce n'era affatto bisogno". Difficile immaginare uno che dice di aver avuto fra le seicento e le settecento donne (lo ha raccontato nel libro 'Dico tutto', scritto con il giornalista di Sky Pierluigi Pardo) come un perfetto fidanzato. Ma forse Peter Pan è cresciuto, non gli interessa più accogliere le hostess più belle in camera da letto, durante il ritiro. Ora ha trovato una ragazza che è "esattamente come lui, simpaticissima ma testarda", continua Sara Esposito: "Insieme si divertono un mondo, nello sport sono due geni, nella vita due complici".
Sistemata la vita privata, il gioco è fatto. Il Cassano di Genova non fa più l'alba come nelle capitali. Non ha mai bevuto (al massimo vino bianco allungato con acqua), né fumato. Ha sempre detestato, fin da piccolo, qualsiasi tipo di droga. Continua ad alzarsi da letto dopo mezzogiorno, insultando chiunque si permetta di svegliarlo prima, ma si allena come mai aveva fatto in passato. Questa estate ha sorpreso tutti quando ha deciso di iniziare a correre una settimana prima degli altri, per perdere i chili accumulati in vacanza.
La Samp dal canto suo è organizzata meglio di una banca svizzera e piazza intorno a Fantantonio gli uomini giusti: il team manager Giorgio Aiazzone, per Cassano più un padre che un dirigente; il preparatore atletico Agostino Tibaudi, capace di dare al giocatore una continuità di rendimento eccezionale; il capo della comunicazione Alberto Marangon, che in occasione dell'unica cassanata blucerchiata ha salvato il salvabile. Quando Antonio, espulso in un Samp-Torino del 2 marzo scorso, ha tirato la maglia addosso all'arbitro, si è messo a bordo campo e ha urlato al direttore di gara: "Ti aspetto fuori". Una cassanata bella e buona, forse la più grave mai fatta, senz'altro la più plateale. A fine partita Marangon aveva già preparato il comunicato ufficiale di scuse pubbliche, firmato subito dal giocatore. Arrivano comunque cinque giornate di squalifica. La società non fa ricorso, lo multa pure ma non lo abbandona. Anzi Beppe Marotta, fuoriclasse del calciomercato e padrone assoluto in casa Samp, ne approfitta per strapparlo definitivamente al Real Madrid, praticamente gratis. E quella resta l'ultima e l'unica scheggia di follia di Cassano a Genova.
Del vecchio Antonio sono rimaste altre caratteristiche: la pigrizia (è Nicola che fa tutto per lui), la simpatia irrefrenabile, la generosità verso gli amici. Ne sa qualcosa Carmine, del famoso ristorante sul mare Piedigrotta, quartiere Quinto, dove Antonio cena a oltranza. Con Carolina, con la madre, con gli amici, con i compagni di squadra: "Viene tutte le settimane, e offre quasi sempre lui. L'altra volta ha visto un suo giovane compagno della Samp a tavola con la famiglia, ha offerto a tutti e scherzando gli ha detto 'ci penso io che tu non guadagni una lira'. La stessa cosa due settimane fa, quando è venuta qui tutta la Samp. Doveva offrire Tissone, nuovo arrivato, ma alla fine ci hanno pensato tre senatori. Uno ovviamente era Cassano". Da ragazzo povero a paperone, Fantantonio non ha mai negato l'importanza dei soldi, ma non lo si può certo definire tirchio. Quando si accorge di essere stato troppo esigente con le ordinazioni (e in pratica lo è sempre, ad esempio non gli piace tutto quel che è di colore verde, pesto compreso) si fa perdonare dai camerieri al momento del conto. Per quanto riguarda il suo contratto, il primo anno a Genova è stato il Real Madrid a pagargli l'80 per cento dell'ingaggio, pari a 4 milioni e 200 mila euro. Una volta divenuto di proprietà della Samp, lo stipendio annuale è sceso a 3 milioni di euro.
Il rapporto con i tifosi è di amore puro, anche se al campo di allenamento Cassano parcheggia la sua Smart blu dentro il posteggio privato, mentre i compagni lasciano la macchina fuori, si fermano a firmare autografi e a farsi fotografare. L'affetto del popolo blucerchiato si vede anche da gesti unici, come quando un gruppetto di supporter ha donato a mamma Giovanna, in lacrime per l'emozione, un mazzo di 500 rose. Un'azione irripetibile in piazze come Roma e Madrid, dove Antonio era uno dei tanti.
A Genova no, è tutta un'altra cosa. Qui ci sono il mare, il buon cibo, mezza città ai suoi piedi (solo perché l'altra metà è genoana). E soprattutto c'è Carolina, la futura signora Cassano. Il nuovo Peter Pan continua a ripetere che nella vita non contano gli scudetti vinti, ma essere felici e stare bene in mezzo alla gente. Quando arrivò qui disse: "Datemi affetto e darò il 110 per cento". Promessa mantenuta. n