Pablo Neruda in "Certa stanchezza" ha scritto versi che mi sono rimasti nella carne. "Lasciate tranquilli quelli che nascono! / Fate posto perché vivano! / Non gli fate trovare tutto pensato, / non gli leggete lo stesso libro, / lasciate che scoprano l'aurora / e che diano un nome ai loro baci."
A Scampia sono esplose due bombe. Dopo l'omicidio di Lino Romano a Marianella, dopo l'omicidio nella scuola materna mentre i bambini erano impegnati nelle prove dei canti di Natale, ora due bombe a mano, lanciate in strada, hanno ferito due bambini di 9 e 13 anni mentre stavano giocando. Mentre stavano giocando!
«LASCIATE TRANQUILLI quelli che nascono», scriveva Neruda. E «fate posto perché vivano». Parole semplici, quasi ingenue, ma quanta forza assumono ora che a certi bambini non è concesso nulla. Non uno spazio dove apprendere, non uno spazio dove giocare. Le organizzazioni criminali hanno toccato tutto, sono arrivate a tutti. Hanno condizionato le vite di intere famiglie che nei palazzi che sorgono sulle piazze di spaccio non hanno più neppure le chiavi dei portoni che devono sempre essere a disposizione dei clan per la vendita al dettaglio di hashish e marijuana. Per poter sparire in caso di retate. Hanno alzato recinzioni, inferriate, cancellate più invalicabili di quelle delle carceri. Le hanno costruite, sono state demolite e ne hanno costruite di nuove. Hanno reso un territorio landa contesa dove nessuno circola e vive tranquillo.
"Il mondo degli adulti", come lo chiamerebbe Schulz, tanta barbarie pur detestandola riesce a spiegarsela, persino a sopportarla. I bambini no, non hanno gli strumenti, non hanno la forza e spero possano non averla mai. Che si entri nelle scuole, che gli si lancino bombe addosso, questo non possiamo permetterlo, oppure è giunto il momento di smettere di chiamare il nostro paese democrazia.
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Camorra07.06.2007
Morire di rifiuti