Il modo migliore per ridurre i costi, nella sanità, è investire nei settori che fanno risparmiare. Ad esempio nella scelta dei farmaci, dove le multinazionali fanno il bello e il cattivo tempo a spese dello Stato

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Ci sono due modi di tagliare la sanità. Si possono stringere i rubinetti ad alcuni settori in modo indiscriminato, oppure i può entrare nel dettaglio, per colpire solo gli sprechi. In alcuni casi si potrebbe anche scoprire che il modo migliore per risparmiare è investire. Un caso evidente è l'informazione, indipendente dall'industria, sui farmaci, o anche sui dispositivi medici come le protesi, gli stent o altri prodotti costosi. È di questi giorni la notizia che "Dialogo sui farmaci" cesserà le sue pubblicazioni alla fine del 2012, per mancanza di risorse. Un bel risparmio davvero. A fronte di un costo di poche decine di migliaia di euro l'anno, Dialogo era una delle poche voci che cercava di fare il controcanto alla rete capillare di "informatori" che l'industria mette in campo, con risorse economiche superiori di migliaia di volte. Ed è incredibile che nessuna Regione o rete di Regioni capisca quanto sarebbe conveniente rilevare l'iniziativa, anche per salvaguardare la salute dei cittadini.

Tanto più dopo la decimazione avvenuta dal 2008 in poi, da quando l'Agenzia del farmaco (Aifa) ha deciso di abbandonare quasi del tutto il compito di "dialogare" con i medici sull'impiego ragionato e assennato dei prodotti, di cui l'industria continua invece a promuovere l'uso più ampio possibile, come è logico attendersi. Il "Bollettino d'informazione sui farmaci" e altre pubblicazioni, per esempio, hanno cessato di uscire nel 2009.

E l'ultima notizia, ancora ufficiosa, è molto grave: dal 2012 non verranno più forniti all'Istituto superiore di sanità i dati necessari per elaborare il Rapporto annuale sull'uso dei medicinali (Osmed), l'unica fonte pubblica per analizzare i consumi e pianificare i possibili interventi. Se l'industria destina milioni di euro all'informazione è perché questa è in grado di influenzare le prescrizioni. Lasciare il campo libero al marketing e alla sola promozione è un modo sicuro per spendere sempre di più e sempre peggio.

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