Campi estivi per i ragazzi sui terreni confiscati ai boss. Uno stabilimento balneare intitolato all'imprenditore Libero Grassi, dove si parla di legalità sotto l'ombrellone, la preparazione di uno spettacolo di teatro civile. Ecco alcune proposte per passare le ferie pensando a un'altra Sicilia. E a un'altra Italia

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Ci sono i volontari che imparano l'arte di coltivare la terra e danno una mano a Libera di don Luigi Ciotti nella gestione dei territori confiscati alla mafia. C'è il lido gestito da Addiopizzo, dove oltre a fare un tuffo nel mare di Capaci si possono comprare prodotti di consumo critico e si parla di mafia e antimafia sotto l'ombrellone nel nome di Libero Grassi. E poi "lezioni" sulla gestione manageriale, nel rispetto dei principi della legalità, dei beni confiscati come la Calcestruzzi Ericina a Trapani o una serata a Marsala in ricordo di Paolo Borsellino che per anni è stato lì procuratore della Repubblica. Insomma, un modo impegnato per trascorrere parte delle vacanze, da Castelvetrano a Padova, in maniera diversa. Magari ascoltando in sottofondo la canzone "Estate 2013" di Jovanotti, che pochi giorni fa in concerto a Palermo ha ricordato tra gli applausi e qualche lacrima Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i magistrati uccisi nelle stragi del 1992.

Gli ulivi della diocesi. Arriveranno a Mazara del Vallo da Mogliano Veneto ad agosto, sono 42 ragazzi che saranno impegnati in un campo lavoro in due terreni confiscati ai boss e gestiti dalla Fondazione San Vito Onlus, un'associazione legata alla Diocesi. I ragazzi, che frequentano le parrocchie del vicariato del comprensorio veneto, saranno destinati a lavori di manutenzione nei terreni confiscati ai boss Calogero Musso (a Salemi) e a Nunzio Spezia (Marinella di Selinunte): sistemeranno i muretti a secco, confezioneranno l'origano della legalità coltivato nel fondo di contrada Pileri a Selinunte, cimeranno i vigneti. I volontari saranno ospitati dal 4 al 12 agosto nelle strutture della Fondazione (Piazza della Repubblica 6, 91026 Mazara del Vallo).
Racconta Vilma Angileri, che la presiede: «L'impegno civile di questi ragazzi è la testimonianza più gratificante nei confronti di chi, con notevoli sforzi, gestisce i beni confiscati in alcune zone siciliane. Da queste esperienze, negli anni passati, i ragazzi sono andati via entusiasti, conoscendo il volto di una Sicilia che vuole rinascere a partire da queste terre tornate alla loro fruizione sociale, facendo memoria della storia e delle testimonianze degli uomini che quotidianamente hanno lavorato e lavorano sul fronte della lotta alla criminalità». Spiega monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo: "La testimonianza di questi giovani sui terreni confiscati concretizza la volontà di far tornare all'utilità sociale i beni tolti alla mafia. L'impegno della Fondazione durante tutto l'anno è soprattutto quello di far "vivere" questi beni nell'ambito del tessuto sociale dove insistono. Rendersi conto di questo significa visitarli e partecipare alle attività che vengono organizzate, come la vendemmia della legalità a Salemi. L'esempio di questi giovani in tutti questi anni è stato davvero esemplare".  

Il lido in nome di Libero Grassi
. La spiaggia l'hanno ribattezzata Sconzajuoco, come la barca dell'imprenditore Libero Grassi, ucciso a Palermo dalla mafia il 29 agosto 1991 per avere detto no al racket delle estorsioni. In un tratto di spiaggia libera di Capaci, a pochi passi dal luogo della strage di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e dei tre poliziotti di scorta, l'associazione antiracket Addiopizzo ha realizzato un lido all'insegna del consumo critico. "Sconzajuoco sarà un nuovo modo di vivere il mare e la spiaggia. Uno spazio partecipato, sostenibile, inclusivo, accessibile anche ai disabili" racconta Dario Riccobono, uno dei "ragazzi di Addiopizzo" che armato di martello e vanga ha lavorato con gli altri aderenti all'associazione per rendere fruibile il tratto di spiaggia. Ombrelloni, sdraio, divanetti e un chiosco-bar con prodotti pizzo-free degli aderenti ad Addiopizzo sono già diventati una meta di tanti bagnanti. Ci sono anche servizi per disabili: la spiaggia ha una speciale sedia a rotelle in grado di muoversi sulla sabbia e accedere al mare. In un angolo ha pure trovato posto la biblioteca che in inverno è nella sede di Addiopizzo in via Lincoln a Palermo. "Il nome Sconzajuoco è stato scelto perché in dialetto siciliano indica chi scombina i giochi, ovvero chi rovina i piani" spiegano i promotori del lido pizzo-free. "E Addiopizzo è questo per Cosa Nostra: una rivoluzione culturale che finisce per scompaginare gli affari della mafia. Sconzajuoco era anche il nome della barca di un siciliano coraggioso, che amava la libertà e quindi il mare: Libero Grassi, nel cui nome è nata Addiopizzo". La spiaggia a Capaci è in via Riccione (la via che costeggia l'autostrada Palermo-Punta Raisi), al varco numero 2. Www.addiopizzo.org/sconzajuoco.

Libera nelle terre di Matteo Messina Denaro
. L'atterraggio all'aeroporto di Trapani-Birgi, la partenza verso la casa "Nido delle Rondini" di Triscina di Selinunte, la cittadina del parco archeologico a due passi da Castelvetrano, patria del super latitante di mafia Matteo Messina Denaro. Da lunedì 15 luglio in Sicilia c'è una comitiva di trenta giovani provenienti da tutt'Italia protagonista di "Estate Liberi", il campo organizzato dal coordinamento provinciale di Libera Trapani. "Il programma prevede fino al 21 luglio una serie di iniziative per conoscere questa parte di territorio protagonista della storia della mafia e dell'antimafia" spiega Salvatore Inguì, coordinatore provinciale di Libera".
"Si lavorerà nei campi confiscati a Cosa nostra e si visiterà la Calcestruzzi Ericina, l'azienda confiscata al boss Vincenzo Virga che era riuscita a monopolizzare tutte le forniture di cemento per i lavori pubblici della zona. Giacomo Messina presidente della Coop Calcestruzzi e Gisella Mammo Zagarella, referente del Presidio Libera Trapani e ingegnere presso la Coop Calcestruzzi illustreranno il processo produttivo e in che modo la gestione dell'impianto è tornata a essere ispirata a criteri di legalità".

Poi una tappa nel luogo della memoria di Pizzolungo, dove nell'attentato al giudice Carlo Palermo furono uccise Barbara Asta e i suoi due gemellini, il 19 luglio una serata dedicata a Paolo Borsellino, che a Marsala è stato procuratore, e ai poliziotti della sua scorta uccisi nella strage di via D'Amelio, e a Partanna un momento in ricordo di Rita Atria, la giovane testimone di giustizia che si è suicidata dopo l'attentato a Borsellino. E un approfondimento sui processi e le indagini per l'omicidio del giornalista e sociologo Mauro Rostagno, in corso a Trapani, e sul senatore del Pdl, Tonino D'Alì, a Palermo, istruiti dai pm antimafia di Trapani e Palermo e dalla Squadra Mobile diretta da  Giuseppe Linares, oggi a capo a Trapani della Divisione anticrimine della polizia. www.liberasicilia.org.


Il teatro nel nome di Antonino Caponnetto
. Una partnership tra il "Teatro per Ragazzi G. Calendoli Onlus" di Padova e la fondazione Caponnetto del Veneto per preparare una serie di rappresentazioni in vista della 32^ edizione del Festival Nazionale del Teatro per i Ragazzi che si apre a settembre e dedicato agli studenti. I lavori di preparazione, e le prove di scena, sono già iniziate. Madrina d'eccezione del festival sarà Elisabetta Baldi Caponnetto, "nonna Betta", la moglie di Antonino Caponnetto, l'animatore del mitico pool antimafia di Palermo che portò al maxi-processo a Cosa Nostra istruito da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Un'iniziativa che vede impegnata, oltre a "nonna Betta", anche lo staff coordinato da Micaela Grasso: un percorso biennale realizzato in compartecipazione con la Compagnia Teatro della Gran Guardia, il progetto "Senza gravità" del Bando Giovani Protagonisti del Dipartimento della Gioventù, Presidenza del Consiglio dei Ministri. Raccontano gli organizzatori: "Obiettivo del progetto è stata la realizzazione di percorsi di sensibilizzazione e prevenzione rivolti a giovani e giovanissimi, sui temi del bullismo, delle dipendenze, dell'affettività e dell'integrazione, della legalità svolti attraverso la pratica teatrale. È proprio grazie agli incontri con i giovani, che si stanno sviluppando attraverso laboratori all'interno delle scuole in centri estivi in Veneto, si è sentita l'esigenza di far nascere uno spettacolo che parlasse dei problemi che maggiormente toccano i giovani". Il cartellone del Festival prevede "Re Leone va in pensione" (metafora del potere usato male, di comportamenti scorretti), "Patatrac" (esempio di attività per "donarsi agli altri con un lavoro altamente sociale come quello della protezione civile"), "Faceless" (un racconto sul fenomeno del bullismo e, in particolare, del cyber bullismo). www.teatroragazzi.com oppure http://www.antoninocaponnetto.org/.

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