
Lo rivela "l'Espresso" in un articolo disponibile anche online su L'Espresso+.
L'inchiesta racconta i retroscena del progetto, che nasconde numerose insidie e giochi di potere, con risvolti politici. Arbitro della sfida lanciata da Barbara Berlusconi è infatti la Fondazione presieduta da Benito Benedini, industriale di area centro-destra, scelto a suo tempo dal governatore lombardo Roberto Maroni.
A gestire la partita è infatti un dirigente della Fondazione, Corrado Peraboni, che Benedini proprio in queste settimane ha proposto come nuovo numero uno della Fiera di Milano Spa, la società quotata in Borsa che gestisce la struttura espositiva, controllata dalla Fondazione stessa.
Barbara ha trattato proprio con Peraboni gli aspetti cruciali: l'idea è di creare una società mista per avere terreni ed edifici in comodato d'uso e dividere i futuri utili che deriveranno dalla vendita dei biglietti. Il progetto non è però l'unico, visto che la Fondazione deve scegliere se affidare l'area al Milan o agli altri tre concorrenti che si sono fatti avanti per sviluppare l'area liberata dalla Fiera, tutti apparentemente più compatibili con il resto della zona, dove sono stati costruiti immobili residenziali e uffici, e dove sta sorgendo il quartiere CityLife. Di qui le proteste degli abitanti.
Ma il destino del nuovo stadio del Milan si intreccia anche con i piani dell'Inter di Erick Thohir, che conta di avere San Siro tutto per la squadra nerazzurra e ha già programmato una serie di investimenti per ristrutturare il Meazza.
L'inchiesta integrale online su Espresso+