Attualità
4 aprile, 2025

Ipnocrazia - Cosa c'è nel nuovo numero dell'Espresso

Il settimanale, da venerdì 4 aprile, è disponibile in edicola e in app

Sulla copertina del nuovo numero de L’Espresso c’è il volto di uno scrittore inesistente. È un filosofo cinese, si chiama Janwei Xun, ha firmato un libro intitolato “Ipnocrazia”, come il nostro strillo di copertina. Il saggio è stato apprezzato da critici e studiosi. Peccato che Xun non esista. E che il libro sia un falso realizzato con l’intelligenza artificiale. Lo rivela in un’intervista a Sabina Minardi, la prima a sospettare che dietro il caso editoriale si nascondesse una montatura, Andrea Colamedici, cofondatore delle edizioni Tlon che hanno pubblicato il libro. Lui assicura: «Non è una truffa ma un esperimento accademico».

 

Esperimento riuscito, indubbiamente. I media sono caduti nel tranello, e Colamedici ha dimostrato che accorgersi delle manipolazioni costruite con l’Intelligenza artificiale è impossibile anche per gli “addetti ai lavori”. Un pericolo che ci sfida a imparare a pensare, sottolinea il direttore Emilio Carelli nel suo editoriale. Carelli firma anche una lunga intervista al direttore dell’Agenzia per l’Italia digitale Mario Nobile, che parla di opportunità di crescita e rischi legati alla Intelligenza artificiale diffusa. E mentre Marco Montemagno nel suo focus settimanale analizza le immagini generate dall’algoritmo, Paolo di Paolo ricorda i precedenti autori inventati: perché la pubblicazione di scrittori inesistenti è iniziata ben prima dell’arrivo dell’Intelligenza artificiale.

 

Il tema del momento è la scuola, dopo le controverse linee guida per l'insegnamento indicate dal ministro Giuseppe Valditara. Loredana Lipperini se ne occupa in un lungo articolo e nella sua pagina di “Cose preziose”, Sergio Rizzo fa un’inchiesta sui diplomi inesistenti o traballanti di ministri e governatori di destra, e la storica Giulia Albanese spiega a Emanuele Coen rischi, errori e superficialità della scuola voluta dal governo Meloni.

 

In politica, cresce la tentazione di riunire l’opposizione sotto l’ombrello del pacifismo: ne scrive Giuliano Torlontano, mentre Sebastiano Messina dedica il suo commento alle debolezze del “non-pacifismo” di Carlo Calenda e Susanna Turco svela che, malgrado le manifestazioni di piazza, più che all’Ucraina Giuseppe Conte è interessato alla Campania, dove spera di conquistare per i 5 Stelle la poltrona di governatore. E mentre Floriana Bulfon denuncia quanto è accogliente l’Italia per gli amici di Putin, Paolo Biondani e Leo Sisti fanno il conto di quanti miliardi di tasse inevase il fisco è riuscito a incassare grazie all’inchiesta internazionale sui “Panama papers” a cui ha partecipato l’Espresso.

 

In Turchia cresce la protesta contro i metodi dittatoriali di Erdogan: ne scrivono Gianfrancesco Turano e Ylenia Gostoli. Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni, dagli Stati Uniti, raccontano la resistenza itinerante di Bernie Sanders e Alexandra Ocasio-Cortez. Felice Florio invece spiega perché in Palestina già nascere è un rischio mortale, alleviato da istituzioni che malgrado la guerra infinita riescono a funzionare, come l’ospedale di Betlemme dell’Ordine di Malta.

 

Carlo Tecce fa il punto sul progetto del caccia Gcap, l’aereo da guerra ultramoderno a cui collabora l’Italia e che piace agli Usa, mentre Andrea Carlucci di Toyota spiega a Valerio Berruti le strategie giuste per convincere gli automobilisti europei a comprare modelli meno inquinanti. E mentre Carlo Cottarelli dedica la sua pagina ai nostri salari, i più bassi d’Europa, gli studiosi Manuela Monti e Carlo Alberto Redi spiegano perché vivere in povertà modifica anche il Dna delle persone, influenzando quindi la vita dei loro figli e nipoti.

 

L’Espresso chiude con un viaggio d’eccezione: quello di Papa Francesco e di Javier Cercas, il grande scrittore spagnolo che è andato con lui in Mongolia nel 2023. Marisa Ranieri Panetta accompagna il lettore tra gli archeologi italiani che continuano a lavorare in Paesi a rischio, Gaia Manzini apre le porte delle nuove “comuni” che riuniscono famiglie in Lombardia. E l’intervista a David Cronenberg di Claudia Catalli ci riporta al tema di copertina: anche nel nuovo film del geniale regista canadese i potenti prendono il controllo della realtà e la trasformano in un paradiso popolato da avatar. Peccato che sia tutto falso.

 

 

 

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