Tra le discariche e la monnezza della Campania. Dove da tempo è defunta la legalità, insieme alla raccolta differenziata. E le promesse di Berlusconi si squagliano nella puzza

Il 2 novembre è il giorno dedicato alla commemorazione dei defunti, tradizione decantata in una celebre poesia di Totò, 'A livella. A Napoli, quest'anno, è stata anche l'occasione per celebrare il fallimento del piano sui rifiuti del governo Berlusconi, che è pure l'insuccesso di un'intera classe dirigente, locale e nazionale. In una città sommersa dalla 'monnezza', i cittadini sono costretti a zig-zagare tra i sacchetti per deporre fiori sulle tombe dei propri cari. Tutto questo mentre il malfunzionamento degli impianti e le difficoltà di sversamento in discarica fa crescere ancora i cumuli di spazzatura per le strade, in città e in provincia.





Con una guida d'eccezione, il direttore di Legambiente Campania Raffaele Del Giudice, già protagonista del docu-film "Biutiful Cauntri", abbiamo deciso di ripercorrere i "luoghi di morte" legati ai rifiuti campani, in una sorta di "2 novembre della munnezza". Immagini e location che raccontano i perché di un'emergenza perpetua, posti che scandiscono la "morte dell'ambiente, della raccolta differenziata, dello Stato di diritto, di un'intera classe dirigente, della democrazia".

Nel nostro viaggio da Giugliano fino ad Acerra, si scopre che in queste ore i camion pieni di rifiuti entrano in una discarica diversa da quelle autorizzate nelle ordinanze di questi giorni. Che gli impianti che dovrebbero triturare rifiuti non lo fanno e l'inceneritore continua a lavorare a scartamento ridotto. Ma "l'emergenza è sostanzialmente finita" secondo Guido Bertolaso, nominato nel 2008 proprio con delega alla "soluzione dell'emergenza rifiuti nella regione Campania". Così, la sua struttura abbandona la città al suo fetido destino, annunciando: "il nostro ruolo è finito".

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