Attualità
29 aprile, 2011

Fede scarica tutto su Mora

Conferenza stampa show del direttore del Tg4. Che sostiene di aver aiutato la marocchina solo perché «lo inteneriva» e comunque nega di averla mai accompagnata ad Arcore: tutta colpa dell'amico Lele

Chi chiamò al telefono Ruby il pomeriggio del 14 febbraio, prima di andare ad Arcore? Per la Procura di Milano era Emilio Fede, ma il numero che appare nei tabulati telefoni in realtà era ed è di Lele Mora. La rivelazione è degli avvocati Nadia Alecci e Gaetano Pecorella e del direttore del Tg 4 Emilio Fede che, in una conferenza stampa, hanno raccontato ai giornalisti del «gravissimo errore della Procura», scaricando dunque la responsabilità su Mora.

Nel cilindro dei legali di Fede anche la trascrizione e l'audio di una conversazione di un agente dello spettacolo che racconta come a gennaio la marocchina Karima El Marough si presentò a lui per entrare nel mondo dello spettacolo per esibirsi nella danza del ventre. L'impresario le fece anche una scheda tecnica, ma poi valutò di non essere interessato alla ragazza e la indirizzò consigliandole di rivolgersi a un altro agente, Mora.

«Ho il diritto di essere prosciolto», dice Emilio Fede che ha più volte ripetuto di non aver mai portato Ruby alle cene organizzate dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il giornalista ha spiegato di aver incontrato la marocchina al concorso di bellezza in Sicilia nel 2010 e di essersi «intenerito» di fronte alla storia di una giovane che «voleva sposarsi, avere un bambino e di fare la carabiniera». Da allora il direttore afferma di non aver avuto mai nessuno contatto con la ragazzina e di averla vista per la prima volta Arcore proprio quella sera del 14 febbraio, portata (dice lui) appunto da Mora. «Mi stupii di vederla lì», racconta ancora Fede.

I dodici contatti che ci furono invece tra il cellulare di Ruby e quelli di Fede - spiegano gli avvocati -  sono al di sotto di un minuto: si tratterebbe quindi di «tentativi di chiamata e non di vere e proprie conversazioni».

La presenza del cellulare di Ruby nel territorio di Segrate dove ci sono gli studi di Mediaset e quindi quelli del Tg4, diretto da Fede. viene spiegata come casuale e senza importanza. Fede «da ex giocatore d'azzardo» scommette «qualsiasi cifra» che Ruby «non è mai entrata nella sua redazione».

Fede parla poi di «amarezza continua» per la famiglia, i figli, i nipoti: «Non ho mai portato Ruby ad Arcore, non ho mai avuto rapporti privati, non ho mai assistito a scene trasgressive». L'unica cosa che ammette è di aver accompagnato «per cortesia» qualcuna delle ragazze fino in piazzale Loreto dopo le cene, tra la mezzanotte e l'una, quando lui lasciava la residenza presidenziale. «Ma di quale reato devo rispondere, mi chiedo?», dice il direttore rivendicando «sessant'anni di giornalismo fatto bene».

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