Attualità
2 marzo, 2012

E i politici si gettano sull'osso

Amava la Puglia, dice Vendola. Era amico dei lombardi, replica Formigoni. Legatissimo alla Sicilia, assicura La Russa. Adorava Firenze, spiega Renzi. Ha saldato il pop alla musica napoletana, giura De Magistris. Piccola antologia delle perle con cui la Casta ha fatto facile demagogia sulla morte di Lucio Dalla

La breaking news della morte di Lucio Dalla è stata colta al volo dai politici italiani per cercare di 'risintonizzarsi' con i cittadini: da Vendola a Casini, da Fini a Bersani, da Di Pietro ad Alfano fino ai sindaci delle maggiori città, in queste ore è un susseguirsi di tweet e di post di esponenti di tutti i partiti che si dicono «sconvolti dal dolore» ed esaltano in modo bipartisan la cifra artistica ed umana del grande cantautore scomparso, «colonna sonora di una generazione».

Il primo a far rimbalzare la notizia sul proprio profilo è il governatore della Puglia Nichi Vendola: «E' morto Lucio Dalla. Un amico caro, un amico della Puglia e dei pugliesi. Rimarrà nei nostri cuori». Postando la notizia dell' Ansa, Vendola batte i colleghi politici sul tempo. Migliaia i commenti che si scatenano immediatamente, come quello di Margherita Dionisio: «Trovo che la pubblicità alla Puglia Nichi in sta occasione te la potevi anche risparmiare». Sulla stessa lunghezza d'onda Diana Lenzi che nel suo post scrive: «Ma chi se ne importa di chi amava e che c'entra la Puglia». C'è chi arriva persino a dare a Vendola dello «sciacallo».

Ma a Vendola segue subito la sua collega presidente della regione Lazio, Renata Polverini: «Dalla è stato un autore e interprete straordinario, che con le sue canzoni ha emozionato almeno tre generazioni. Uno sperimentatore, un artista, un uomo di cultura che ha inciso con parole e musica le piccole grandi storie della nostra quotidianità, rendendole eterne».

Non può quindi essere da meno il governatore della Lombardia Roberto Formigoni: «Addio Lucio Dalla, ricorderemo per sempre le tue belle canzoni. Dalla volle essere presente come ospite d'onore assieme ad altri artisti alla cerimonia di completamento dei lavori di ricostruzione del Pirellone, unendosi a tutti i lombardi».

Ma oltre alla Puglia e ai lombardi, Dalla amava anche Firenze, ci tiene a farci sapere Matteo Renzi: «L'ho conosciuto per la sua voce, per le sue canzoni, per il suo talento. Mi piaceva che due innamorati potessero guardarsi e scambiarsi la pelle. L'ho scoperto poi, innamorato di Firenze e dei suoi segreti».

Una dichiarazione a cui risponde Ignazio La Russa, ricordando che invece Dalla era legato alla Sicilia: «A Ragalna sull'Etna, dove Lucio cantò gratis e onorò con la sua amicizia la mia casa, una targa lo ricorderà per sempre».

Ma non basta: Perché il sindaco di Milano Giuliano Pisapia non si fa cogliere di sorpresa e posta su Facebook la canzone «Milano» di Dalla, con la scirtta «Ciao Lucio», mentre quello di Napoli Luigi De Magistris: assicura che «Dalla ha saldato la musica pop alla alla canzone classica napoletana».

Basta poi guardare Elezioni.it, il portale che aggrega i profili Facebook dei politici, per capire che governatori e sindaci sono in ottima compagnia anche a livello nazionale: «Dispiaciutissimo per la scomparsa di un vero grande: Lucio Dalla», scrive Angelino Alfano, segretario del Pdl, a cui viene subito riservato un trattamento distaccato («Caro Angelino, scrive Vito Signorile «pensavo fossi andato via dal gruppo, ci è voluto il grande Dalla a farti rivedere!»).

Poi c'è Bersani che di Dalla scrive: « E' stato un poeta ed uno straordinario innovatore. Nelle sue cose migliori ha saputo dare una grande profondità a quella che, forse troppo sbrigativamente, chiamiamo musica leggera». Dopo pochi minuti, Bersani registra anche un messaggio video su Youdem.

«Te voglio bene assaje ma tanto, tanto bene sai è una catena oramai che si scioglie il sangue dint'è vene sai. Ciao Lucio», posta invece Antonio Di Pietro, condividendo la celeberrima "Caruso". Et voila, subito l'utente Francesco Giuliano ricorda che gli italiani non vogliono da un politico «frasi di canzoni da scrivere sul proprio diario coma una qualunque liceale». Ma dopo un'ora, Di Pietro torna sull'argomento con un post più da leader d'opposizione, con "Banana Republic": «Addio ad un maestro che con la sua musica è stato la colonna sonora dell'Italia (bella e brutta) degli ultimi vent'anni».

Ancora: anche Pierferdinando Casini, mentre annuncia di essere a Bruxelles per la riunione del Ppe, rende pubblico il proprio dolore: «Sono sconvolto per la morte di Lucio Dalla. Era un amico che ha fatto sognare intere generazioni con canzoni straordinarie. Sono senza parole».

Gli fa eco Maurizio Gasparri: «Lucio Dalla: ricordo il suo esordio a Sanremo quando ero bambino. La sua musica ha fatto parte della colonna sonora della mia generazione».

Il presidente della Camera Gianfranco Fini posta quindi il video della canzone "Ciao", per scrivere dopo un paio d'ore: «Con Lucio Dalla scompare un parte importante della colonna sonora della nostra vita e un uomo dalla straordinaria sensibilità umana e sociale».

A questo punto il presidente del Senato Renato Schifani deve sentirsi ingelosito e non vuole mancare di far sapere anche il suo parere: «Dalla era istrionico, ma anche profondo e poetico: nella sua lunga carriera ha cantato la vita di tutti i giorni, la politica, l'amore, l'Italia, persino il rapporto con il progresso». Perfino.

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