
Quella meravigliosa Arianna addormentata ha insospettito gli agenti newyorchesi, che l'hanno segnalata alle autorità italiane. Il riconoscimento è arrivato subito: tra le migliaia di polaroid scoperte nell'archivio di Gianfranco Becchina, l'antiquario siciliano a cui nel 2001 i magistrati romani sequestrarono a Basilea cinque magazzini di reperti, in gran parte rubati, c'erano anche le immagini di quel sarcofago. Una trama fedele a quella di molti altri casi raccontati dall'Avvocato dello Stato Maurizio Fiorili a "l'Espresso" poche settimane fa.

La scultura, probabilmente, fu trovata dai tombaroli durante degli scavi clandestini negli anni '70. Nel 1981 arrivò in Svizzera, dove venne esibita in un museo per tre mesi, fra l'82 e l'83. Da lì, ha fatto perdere le sue tracce, fino all'avvistamento delle autorità alla “Park Avenue Armory” di Manhattan. «La statua non è di proprietà della galleria», ha dichiarato al New York Times l'avvocato della società: «La esponevamo solo per conto di un cliente», di cui non ha voluto dichiarare l'identità.
Le indagini sono in corso, ma intanto Arianna è già in viaggio verso Roma. «È nostra responsabilità far sì che l'opera torni ai suoi legittimi proprietari. In questo caso, il popolo italiano», ha dichiarato il procuratore Loretta Lynch, ringraziando i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico.