Forza Nuova fa marcia indietro. Il partito neofascista rinuncia definitivamente alla manifestazione del 28 ottobre, giorno del 95esimo anniversario della presa del potere di Mussolini. Dopo le numerose polemiche e l’autorizzazione negata da parte della questura, i forzanovisti hanno deciso di rimandare la “marcia dei patrioti” al 4 novembre, data in cui si celebrano l’unità nazionale e le forze armate.
Il tira e molla tra Forza Nuova e questura si conclude con lo spostamento della manifestazione, che non viene comunque considerato come una sconfitta. Tutt’altro. «Noi sappiamo perfettamente che la questione 28 ottobre è stata politicamente vinta, abbiamo dimostrato la pochezza e la debolezza del sistema che ha reagito solo con protervia e con violenza. Così va interpretato questo cambiamento dal 28 ottobre al 4 novembre» ha affermato Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, nel corso di una conferenza stampa. Fiore poi continua la polemica con chi era contrario a una nuova marcia su Roma: «Abbiamo dimostrato che il regime è debole, che l'antifascismo non esiste più nel tessuto sociale, esiste come questione d’élite, tra Boldrini, Fiano, questi personaggi che sono avulsi dalla lotta politica», sostiene il leader neofascista. «Noi abbiamo sollevato una questione che dura da 70 anni e che vede tutto ciò che è collegato con il periodo fascista e i primi storici momenti, in questo caso la marcia su Roma, non discusso ma eliminato dal volto della storia d'Italia. Forza Nuova ha fatto una provocazione politica volta a sollevare un problema».
Una “provocazione” che, secondo Fiore, ha dato i risultati sperati: «La gente per strada, addirittura una parte dei media ha riconosciuto il nostro diritto a manifestare nel giorno e nel posto dove noi vogliamo. Questo ci consente di alzare la posta e di manifestare il 4 novembre, giorno della patria, e il titolo sarà “Tutto per la Patria”».
Nel corso della conferenza, il segretario di Forza Nuova ha letto un messaggio dei “tre prigionieri politici romani” «ingiustamente arrestati per aver sostenuto che fosse un errore, nel momento in cui si sfrattava una famiglia italiana, che entrasse una famiglia extracomunitaria». Il riferimento è ai tre militanti, tra cui il leader di Roma ai romani Giuliano Castellino, fermati dopo gli scontri del 28 settembre al Trullo. I neofascisti volevano impedire lo sfratto di un’occupante italiana e la successiva assegnazione legittima dell’abitazione a una famiglia italiana di origine eritrea.
«Lasciamo a loro l'odio e il veleno antifascista. Noi ci prendiamo la Vittoria. Per questo abbiamo deciso di marciare il 4 novembre, giorno della Vittoria degli Italiani nella Grande Guerra, ricordo ormai sbiadito di un'Italia che sapeva combattere unita e compatta, col pugnale fra i denti contro l'invasione straniera, un'Italia che sapeva difendere col proprio sangue i confini della Patria. Il 4 novembre con Forza Nuova per il sangue e per la terra, per la nostra libertà, per la Patria saremo in piazza». Così recita il messaggio di «Giuliano, Simone e Consuelo» i tre neofascisti agli arresti. Fiore poi annuncia che quella del 4 novembre «sarà solo la prima di una serie di manifestazioni che si terranno in futuro in questa data».