C'è chi attribuisce la colpa all'esorbitante prezzo del cd e chi esclusivamente a internet e la pirateria. Su un punto però tutti si trovano concordi: la consapevolezza che il lungo periodo di crisi che il mercato discografico sta attraversando non finirà tanto presto.
Nel corso di un'inchiesta articolata in tre parti si chiarisce come si è arrivati all'attuale situazione suddividendo le eventuali responsabilità fra tre grandi protagonisti, ossia le case discografiche, le radio e il web.
Ligabue, Gino Paoli, Max Gazzè, Tiromancino, Irene Grandi, Elio e Le Storie Tese, Gianni Togni, Avitabile: sono alcuni tra gli artisti di spicco della musica italiana e professionisti del settore (tra cui esponenti delle case discografiche EMI e Sony Bmg) che nella prima puntata tenteranno di spiegare perché i cd rimangono a prender polvere sugli scaffali. A parlare in maniera inequivocabile sono le cifre di questa crisi, che indicano come solo nello scorso anno la vendita di musica su supporto solido sia calata del 15%. Tra le varie voci che compongono il coro, è facile trovare sostenitori del partito anti-internet, dove 'internet' è un termine vago per indicare il 'peer to peer', il sistema per la condivisione di files che permette di scaricare legalmente - o illegalmente - musica in formato mp3. Sono le major in particolare a ritenere che il crollo delle vendite sia dovuto alla possibilità da parte dell'utente di usufruire gratuitamente del prodotto.
E' di tutt'altro avviso chi, invece, ritrova nella pirateria una vecchia conoscenza, un mercato che da sempre procede parallelamente a quello legale, e lancia dunque precise accuse contro chi non ha saputo stare al passo coi tempi o ha perso la professione di discografico per strada.
E' nella seconda puntata che si affronterà l'universo delle radio e la radicale trasformazione che hanno subìto negli anni, passando da luoghi di scoperta della musica a sottofondo da accompagnamento. Non può mancare infine nella terza puntata un preciso riferimento a internet e al suo tormentato rapporto con le produzioni artistiche, campo di battaglia tra chi vuole difendere con i denti il diritto d'autore e chi è per l'abolizione del copyright. Terreno, quello della Rete, sul quale molto probabilmente si misurerà il futuro della musica, nel bene o nel male.