"L'editoria indipendente – spiegano Chiara Capodici e Fiorenza Pinna di 3/3, curatrici della mostra – sta vivendo un'epoca fortunata. Al proliferare di iniziative editoriali si affianca la crescita di un sistema che ha visto nascere e affermarsi molte librerie specializzate, festival dedicati all'argomento, come il Photobook Festival di Kassel, e fiere di libri autoprodotti e indipendenti. La pubblicazione, quella fatta di cura estrema del dettaglio e di pura creatività, per i fotografi sta diventando un punto di riferimento importante, più che un punto di arrivo. Perciò due anni fa abbiamo deciso di iniziare a "tracciare" i confini questo fenomeno".
Da questo lungo lavoro di ricerca è nata Little big press, una raccolta di piccole pubblicazioni indipendenti, autoprodotte, fanzine e magazine. Insomma la mostra per la prima volta in Italia offre una mappatura del mercato editoriale fotografico indipendente. E FotoLeggendo, a partire da quest'anno, diventerà l'occasione per dare spazio alle pubblicazioni che corrono parallele alla produzione delle case editrici più importanti. Inoltre, Officine Fotografiche, a Roma, ospiterà una biblioteca pubblica, coordinata da 3/3, con tutti i volumi raccolti a partire da oggi. L'editoria indipendente di certo non è una novità nel campo della fotografia, ma di recente sta diventando sinonimo di sperimentazione.
Fare, modificare, progettare e produrre libri fotografici, magazine e fanzine sembra essere diventato un fenomeno underground che quasi è in grado di "spaventare" il mainstream. "Spesso il libro – dicono le curatrici di 3/3 – diventa una vera e propria opera d'arte, un oggetto da collezionare. Come MoH/08, marks of honour 2008. Il progetto che abbiamo portato a Roma, dopo essere stato presentato al Foam Museum di Amsterdam e alla Photographers' Gallery di Londra, è incentrato proprio sul valore del libro fotografico: 13 autori hanno prodotto un volume in edizione limitata di tre copie. In ognuno è al massimo la cura del dettaglio, la qualità della stampa e dei materiali utilizzati".
Ne sono un esempio i libri esposti a Officine Fotografiche: Harvey Benge, Chris Coekin, Peter Gransen, Jens Liebchen, Michael Light, Matthew Sleeth, Alec Soth e Jules Spinatsch. Il fai-da-te però ha i suoi limiti. Avere la possibilità di pubblicare con pochi euro rischia infatti di innescare una produzione incontrollata. Per questo è importante che i professionisti del settore contribuiscano a creare una cultura del libro fotografico che eviti gli eccessi. Workshop, mostre e dibattiti sono alla base di questo processo di formazione.
