Donne sempre meno autorevoli, obbligate ad un'avvenenza al silicone. Il libro di Caterina Soffici ('Ma le donne no', Feltrinelli, pp. 201, e 14) analizza forse per la prima volta con sistematicità che cosa hanno prodotto 15 anni di berlusconismo nella vita e nella testa delle italiane. Certo il terreno era abbastanza favorevole allo scivolamento in un Paese come il nostro, che nonostante le buone leggi di parità e di tutela le aveva poi applicate in modo incerto e discontinuo, producendo per le italiane i record negativi: maglie nere in Europa per la partecipazione al lavoro, discriminate in politica, ostacolate nel desiderio di avere più figli da un'organizzazione sociale pensata solo al maschile.
In questo scenario già distorto, come ricostruisce puntigliosamente Soffici, Berlusconi ha giocato alle donne i peggiori tiri. Prima lascia affossare la legge sulle quote rosa della sua ministra Prestigiacomo, assicurando però che a far entrare nelle istituzioni le donne, purché "carine e anche brave", ci penserà lui. Ed ecco allora la ex velina Mara Carfagna che diventa ministro delle Pari opportunità, "la beffa massima per le donne italiane". Sono trappole da cui non è facile uscire, anche perché, come nota nella prefazione Nadia Urbinati, spesso le italiane non sanno usare i loro diritti. Resta la speranza che libri come questo le aiutino a riaprire gli occhi.