Nei giorni in cui a Cracovia arrivano i ragazzi del Treno del Memoria, l'Istituto di Cultura Italiana a Cracovia ha organizzato una serie di incontri sul tema della memoria che raccontano non solo l'importanza del legame tra Cracovia e la cultura italiana, ma anche l'impegno di questa realtà italiana per far conoscere la nostra cultura ma anche per sviluppare un legame con le nuove generazioni della città e il nostro Paese.
[[ge:espresso:visioni:cultura:1.197702:article:https://espresso.repubblica.it/visioni/cultura/2015/02/02/news/quelle-luci-sui-binari-di-auschwitz-1.197702]]Molto attivo sul fronte della diffusione della conoscenza della nostra lingua (che per tradizione è amata e parlata più che in altri paesi, anche grazie al dipartimento di Italianistica dell'antica università Jagellonica), con oltre quattrocento studenti di ogni età che frequentano i suoi corsi di italiano, l'Istituto diretto da Ugo Rufino porta avanti, durante l'anno, una serie continua di eventi culturali.
Quelli che si sono svolti in questi giorni erano focalizzati proprio sulla ricorrenza del settantesimo universario dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Il più rilevante è stata la presentazione delle pubblicazioni tradotte in italiano del Museo di Auschwitz, a cura di Jadwiga Pinderska-Lech.
[[ge:espresso:visioni:cultura:1.197310:article:https://espresso.repubblica.it/visioni/cultura/2015/01/31/news/i-ragazzi-la-fabbrica-di-schindler-e-quel-quartiere-pieno-di-stelle-1.197310]]All'incontro ha partecipato con la sua testimonianza, Halina Birenbaum, scrittrice, poetessa e traduttrice, sopravvissuta al ghetto di Varsavia e ai campi di concentramento di Majdanek, Auschwitz, Ravensbrück e Neustadt-Glewe. La signora Birenbaum, che dopo la guerra si è trasferita a vivere in Israele, non ha mai smesso di testimoniare cosa avvenne nei campi di sterminio e anche al pubblico riunito ha parlato della sua esperienza dei suoi libri tra cui, edito in italiano, 'La speranza è l'ultima a morire'.
[[ge:espresso:visioni:cultura:1.197855:article:https://espresso.repubblica.it/visioni/cultura/2015/02/02/news/ecco-perche-abbiamo-scelto-di-lavorare-ad-auschwitz-1.197855]]Per il futuro, tra gli incontri sul tema, è previsto il 12 febbraio un evento dedicato a Jan Krasky, emissario e diplomatico dello Stato Segreto Polacco durante la seconda guerra mondiale che provò a trasmettere la verità sull'olocausto e sulla situazione del paese occupato dai nazisti agli Alleati. Stati Uniti e Inghilterra. Svolse la sua missione fino alla fine, ma le sue accuse non furono creduto. Nell'incontro sarà presentata la graphic novel Jan Krasky, degli italiani Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, di recente edita anche in polacco e in francese.