Doveva uscire tre giorni al cinema e poi andare in streaming, come “Il sindaco del rione Sanità” di Martone (visibile in questo momento su RaiPlay). Invece eccolo direttamente su Netflix, a conferma che parte del miglior cinema italiano ormai passa dalle piattaforme. Sulla carta era una sfida: rari sono i bei film sul mondo del calcio. Ma Francesco Lettieri, napoletano, classe 1985, autore di tutti i videoclip di Liberato e molti altri, dribbla trappole e tentazioni. Prima lavorando di fantasia (un cartello iniziale chiarisce che i veri Ultras sono altro e non hanno partecipato al film). Poi elaborando un’ambientazione inedita e struggente, per lo più ai Campi Flegrei, che dà un’inattesa patina sentimentale, nel senso migliore del termine, a questa storia costruita su due binari.
Di qua Sandro detto il Mohicano, un capo ultras che ne ha abbastanza e vorrebbe cambiar vita, tanto più che si innamora (il portentoso Aniello Arena di “Reality”, fisico da bodybuilder e volto sensibilissimo). Di là lo smarrito Angelo (Ciro Nacca), un biondino senza padre che cerca un’identità nel gruppo dei coetanei e nei riti violenti dei più maturi ultras.
Perché se il mondo degli adolescenti e quello degli ultras, benché sorretti da un cast che mixa con sicurezza professionisti e non, restano abbastanza convenzionali, la storia fra Sandro e quella bellezza rimorchiata alle stufe di Nerone (Antonia Truppo, altra interprete sempre sbalorditiva) sorprende e commuove.
Per l’intreccio di spudoratezza e vulnerabilità, timore e sensualità. Per la finezza della regia (che meraviglia quella scena costruita sui piedi e i tatuaggi dei due amanti). Per il coraggio di inserire la dimensione dell’eros in una vicenda e un ambiente apparentemente così lontani. Tutti quei ruderi e quelle rovine del resto parlano chiaro. Gli dèi abitano ancora lì.