Andare a rintracciare tutti i commenti scaturiti da un articolo che è stato straconsigliato e stracondiviso in rete sarebbe impossibile. Però una ricerca abbiamo provato a farla. Abbiamo raccolto una quantità di consigli interessanti. Ne giriamo una selezione ai nostri lettori più giovani. E non solo a loro...
Vanno per la maggiore i grandi classici del pensiero politico. Silvia De Marchi cita "La Repubblica" di Platone: «Ma anche "Intellettuale ad Auschwitz" di Jean Améry, che ci ricorda cosa avviene quando le persone sono svuotate della loro dignità e umanità». Alberto Zambonelli è tranchant: «Basta leggere il "Critone" di Platone. Poche pagine ed in 45 minuti si capisce il senso della democrazia, del rispetto delle leggi ed il potere usato in forma legittima. Per il resto della vita».
Xantia Melandro (bel nome o bellissimo pseudonimo!) consiglia "Il Principe" di Niccolò Machiavelli: «Resta una vera pietra miliare per la politica, soprattutto quella italiana e soprattutto per la conseguente accezione psichiatrica di "macchiavellismo" di cui sono degnissimi esempi i politici italiani dal dopoguerra ad oggi». Anna Rita Melis invece si dice «stupita dal fatto che non si citi Antonio Gramsci, fortunatamente letto studiato e approfondito in molte scuole».
I saggi vanno per la maggiore - Massimiliano Verrocchi consiglia tutto Noam Chomsky - e tra i romanzi il più citato è "Sostiene Pereira" di Antonio Tabucchi: Filomena Meile Loizzi racconta che «per mia esperienza personale di insegnante, questo libro piace molto ai giovani liceali e li spinge all’impegno civile e politico». Claudio Caramadre invece raccomanda "Il Gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: «Lasciate perdere le distopie», raccomanda ai diciottenni, «quelle le leggerete subito dopo».
Agli adolescenti Annalisa Tasinato consiglia "Il sangue della speranza" di Samuel Pisar, «storia di un gruppo di ragazzini ebrei che all'interno di un campo di concentramento per sopravvivere ricorrono a mille sotterfugi, anche illegali. Aiuta a comprendere perché molti profughi "clandestini" debbano arrangiarsi non avendo altra possibilità per restare in Italia». E Sabina Vannucchi si chiede: «E "La Storia" di Elsa Morante no?».
Intorno ad alcuni titoli sono nate discussioni: ad Antonvilla che consigliava "Il Manifesto" di Carl Marx e Frederich Engels, L'Insolente ha ribattuto citando «il poeta, saggista e scrittore Ezra Loomis Pound. Leggeteli entrambi per farvi un'idea propria oltre che una cultura di base, almeno in questi tempi».
Matteo Torriglia invece bacchetta i consulenti del giornale in nome della lettura avvincente: «Ma chi è il diciassettenne che si impegna nella lettura de "Il Secolo Breve" o di un qualunque saggio filosofico o politico? Bisogna consigliare libri scritti in maniera semplice, veloci, semplici da leggere e al contempo carichi di significato. Libri di avventure, coinvolgenti, che sappiano inchiodare al libro anche chi non ha mai letto. Altrimenti come puoi coinvolgere un ragazzo? In questo senso "1984" di George Orwell mi pare il consiglio più azzeccato. Un libro che non ti fa respirare per tutta la sua durata, che mentre lo leggi non ti fa pensare ad altro, che mostra in maniera evidente le devastazioni che una società autoritaria comporta».
Tra tanti consigli, anche qualcuno di "addetti ai lavori". Vanessa Roghi, storica e documentarista che a Don Milani ha dedicato un libro, consiglia «"Lettera a una professoressa", che mi colpisce non abbia suggerito nessuno. Un libro scritto da ragazzi». Rosa Matteucci, scrittrice e collaboratrice dell'Espresso, rimanda a "Se questo è un uomo". Mantre Angela Scarparo di fronte al nome di McCarthy - l'autore de "La strada" consigliato nell'inchiesta da Roberto Esposito - commenta: «Speravo che fosse Mary McCarthy, che ha scritto anche di politica!».
Un libro qualsiasi, ogni libro va bene, perché ogni lettura spinge a pensare, commentano Andrea Carrieri («Sarebbe già buono solo il leggere») e Pietro Bizzarro: «Oggi qualcuno mi ha ricordato che la libertà di informazione che viviamo, potendo accedere a qualsiasi contenuto ogni giorno, è in realtà limitata dall’algoritmo che decide, in base alle mie preferenze, quali notizie mostrarmi e quali no. Per questo prendete un libro, in questo sarete sempre liberi di scegliere».
C'è chi cita il titolo come in una bibliografia (Percy A.Allum, "Anatomia Di Una Repubblica. Potere E Istituzioni in Italia", Milano, Feltrinelli, 1976», detta Edoardo Campolo) e chi la butta sul ridere: «Leggete Harry Potter: non si sa mai che diventiate dei maghi, così potrete salvare l'Italia. Buona fortuna», scrive Andrea Scalabrini.
E c'è anche chi risponde in rima: il twitter-poeta che si nasconde dietro il nom-de-plume di Lapo Calissi, che così commenta la nostra inchiesta: «Già il titolo, vi dirò, mi rincuora / ché alla faccia del nostro pessimismo / voi affermate che voteremo ancora».