Il capolista Sandro Veronesi ("Il colibrì", La nave di Teseo), già vincitore di un Premio Strega nel 2006 (con "Caos calmo"). Ma anche i due ex aequo, Gianrico Carofiglio ("La misura del tempo") e l'unica donna in gara Valeria Parrella ("Almarina), destinati inevitabilmente a dividere i sostenitori di Einaudi. L'ex numero uno del gruppo Mondadori Gian Arturo Ferrari ("Ragazzo italiano", Feltrinelli) e Daniele Mencarelli ("Tutto chiede salvezza", Mondadori), che si è meritato il premio Strega Giovani. E Jonathan Bazzi ("Febbre", Fandango), ripescato in extremis per un principio del regolamento.
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La sestina in corsa per il Premio Strega 2020, il più prestigioso dei premi letterari italiani, protagonista di un video incontro nella nostra redazione . Un appuntamento unico con tutti e sei i candidati alla vittoria, per rispondere alle domande del direttore Marco Damilano e di Sabina Minardi, curatrice della sezione Idee dell'Espresso.
Al centro dell'incontro i sei libri in gara, i temi rappresentati, il filo conduttore del racconto personale, intimo, non di rado esplicitamente autobiografico, e la sintonia dei loro romanzi col tempo che viviamo: da sempre, questa, una prerogativa del premio istituito nel 1947 dalla scrittrice Maria Bellonci e da Guido Alberti, proprietario del liquore Strega.
Ma l'incontro è stata anche l'occasione per riflettere sull'industria culturale, gravemente ferita dai mesi di lockdown, e sullo spirito che la pandemia ha lasciato: l'influenza sulla scrittura, l'importanza della lettura, le mutazioni sociali in atto.
L'attesa è ora per la proclamazione del vincitore, il 2 luglio, al Ninfeo del Museo Etrusco di Villa Giulia come da tradizione. Ma senza il grande pubblico degli altri anni: solo ottanta gli ospiti ammessi a causa delle misure di protezione sanitaria, e diretta televisiva su Rai 3.
Nel frattempo, proprio ai finalisti abbiamo chiesto un pronostico: sportivi, e talvolta sorprendenti, hanno fatto le loro scelte.