Mobilità
23 gennaio, 2026Articoli correlati
Vale sempre la pena ricordare la previsione di Akio Toyoda di gennaio 2024: “Indipendentemente dai progressi delle elettriche, queste ultime raggiungeranno al massimo una quota di mercato del 30%. Ciò lascia il restante 70% a vetture ibride e una parte a quelle a idrogeno. Non ho dubbi, quindi, che i veicoli a motore termico sopravviveranno"
Renault ha appena chiuso la divisione elettrica Ampere, voluta dell’ex Ceo Luca de Meo, rinunciando così ufficialmente a un’offensiva massiccia dell’auto elettrica. Nel frattempo, le tre fabbriche di Ampere nel complesso ElectriCity, a Douai, Maubeuge e Ruitz, torneranno sotto il controllo diretto della casa madre e vedremo quale sarà il loro destino.
La scelta dei costruttori
Hyundai, invece, ha annunciato che smetterà di produrre la piccola i10 (con motore termico) nello stabilimento turco di Izmit per un adeguamento delle linee elettriche che presto ospiteranno la nuova Ioniq 3 a batterie che verrà presentata ad aprile per andare in vendita in estate.
Infine, Volvo, di proprietà dei cinesi di Geely, tra le prime case ad aver scommesso tutto sull’auto elettrica, fa un piccolo passo indietro. Ad annunciarlo è lo stesso presidente, Håkan Samuelsson, quasi 75enne, appena tornato al vertice della casa svedese dopo esserci stato per 10 anni (2012-2022). In un’intervista rilasciata al mensile Quattroruote ha detto: “L’elettrificazione totale della gamma è un obiettivo di lungo periodo: la questione è capire con quali tempi la raggiungeremo. In precedenza, avevamo indicato il 2030, ma probabilmente ci vorrà più tempo. Offriremo assolutamente auto elettriche ai nostri clienti entro il 2030, ma la domanda è: questi vivono tutti in aree dove possono ricaricarle? Allora occorre essere realistici, perciò offriremo anche ibride plug-in”.
L’incertezza normativa in Europa
Tre esempi (ma ce ne sono diversi altri, da Volkswagen a Stellantis) di un cambio di strategia che sta diventando sempre più frequente. Conseguenza di una grande incertezza normativa, visto che anche l’Europa sta ripensando all’inderogabile data del 2035 in cui dovevano “sparire” totalmente dalla produzione le auto con motore endotermico. Insomma, sempre guardando alla salvaguardia dell’ambiente e all’abbattimento della CO2, ogni costruttore va per la sua strada e con la migliore tecnologia che possiede. Senza obblighi e strettoie se non quelli di stare dentro i limiti di emissioni imposti dai regolamenti.
La previsione di Akio Toyoda
A questo punto, vale sempre la pena ricordare la previsione di Akio Toyoda di gennaio 2024: “Indipendentemente dai progressi delle elettriche, queste ultime raggiungeranno al massimo una quota di mercato del 30%. Ciò lascia il restante 70% a vetture ibride e una parte a quelle a idrogeno. Non ho dubbi, quindi, che i veicoli a motore termico sopravviveranno. E questo non sarà deciso dai regolamenti o dal potere politico, ma dai clienti e dal mercato”. È così che dovrebbe funzionare il mondo automotive.
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