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Mondo
ottobre, 2015

La rapida escalation di Marion Le Pen. Che non è solo "la nipote di"

Marion Le Pen
Marion Le Pen

Bionda, come tutte le donne della famiglia, impegnata e tenace. La giovane erede della dinastia del Fronte Nazionale è cresciuta in fretta, in politica e nella vita privata. E ora sta cercando di non farsi travolgere dalla guerra interna tra il nonno Jean-Marie e la zia Marine

Marion Le Pen
La zia ci è abituata da sempre e lo ha ribadito anche recentemente: "Siamo una famiglia politica in cui ogni membro è stato ‘aspirato’ in questa battaglia". E la nipote potrebbe confermare, perché anche lei non ha resistito al fascino insidioso e irresistibile della politica di cui casa Le Pen è impregnata e che ha respirato fin da piccola. Del resto se zia e nonno si chiamano Marine e Jean-Marie, diventa complicato sfuggire al richiamo politico quando si nasce Marion Maréchal­-Le Pen, già fotografata all’età di 2 anni tra le braccia del fondatore del Fronte Nazionale, sorridente in un manifesto della sua campagna politica.

Le regionali stanno per arrivare: a dicembre ci saranno le elezioni tanto attese per le preziose indicazioni che forniranno in attesa delle presidenziali del 2017, oltre ai seggi decisivi che decreteranno. E la giovane Le Pen, 26 anni a dicembre, è data favorita nella sua regione, quella del Paca (che comprende Provenza-­Alpi-Costa Azzurra), secondo un sondaggio realizzato dal Parisien pochi giorni fa: cioè arriverebbe al secondo turno col 37% delle preferenze mentre Marine è candidata nel Nord­-Pas-­de-­Calais-­Piccardia, roccaforte dei socialisti: se ce la facessero, sarebbe quindi una doppia vittoria storica.

Un’escalation rapida, quella di Marion, facilitata dal celebre cognome che però le addossa già una responsabilità e una pressione non indifferenti: facile voler vedere in lei l’erede di un impero che al momento non prevede certo abdicazioni da parte di Marine ­neanche cinquantenne­ e che mai come ora è il personaggio forte del Fronte Nazionale. Marion ne è cosciente e si trova già nel difficile esercizio di dribblare un pallone gonfio di sospetti e veleni che si passano nonno e zia.

L’espulsione dal Fronte Nazionale di Jean­-Marie e la battaglia a colpi di dichiarazioni e di tribunale con l’ex figlia prediletta Marine hanno trovato Marion nel mezzo. E pur cercando di non farsi travolgere dalla guerra interna dei Le Pen, inevitabilmente ogni suo respiro è vivisezionato per cercare di capire chi predilige: così, se si è mostrata sfavorevole all’esclusione di Jean-­Marie dal partito dopo le sue dichiarazioni sulle camere a gas ("Solo un dettaglio della storia"), Marion si è dichiarata in disaccordo col discorso del nonno.

Alla fine è lei che ne ha preso il posto come candidata del partito nella regione del Paca, dopo alti e bassi, soprattutto quando quest’estate il patriarca aveva dichiarato che la nipote "Non ha né l’esperienza né la personalità per dirigere la regione", accarezzando anche l’idea di presentare una lista dissidente. Idea poi accantonata: anzi, recentemente ha chiamato all’appello i sostenitori per votarla. Il che, secondo alcuni, non aiuterà affatto Marion.

Eppure all’inizio non è stato subito...né amore né Fronte Nazionale. Marion non voleva entrare in politica ma l’influente nonno è riuscito a convincerla. È lei stessa a raccontare come era stata attirata dal personaggio Nicolas Sarkozy prima di tornare sui suoi passi ("Avevo cominciato a frequentare ambienti dell’Ump, volevo sapere qualcosa di più, ero affascinata. Poi come molti, delusi dal sarkozismo, ho riflettuto") e tornare verso il partito di famiglia dove il nonno la voleva presente.

Bionda come da regola della famiglia, visto che Marine e le sue due sorelle sono tutte così­, volto fresco da studentessa, avvenente quanto basta senza eccessi, ammiratrice di Napoleone e amante a sorpresa del rap, ha già un’agenda pienissima ed ha dimostrato che è una che va di corsa: a 22 anni è stata eletta deputata della terza circoscrizione amica del Vaucluse. Ci aveva già provato nelle regionali nell’Île-­de-­France e non era andata bene: ma erano state solo prove generali in attesa del successo che sarebbe presto arrivato.

Un record perché alla sua età nessuno c’è riuscito prima di lei. Ha battuto pure Jean-­Marie che fu eletto quando aveva 27 anni. E con la sua elezione ha riportato il partito all’Assemblea nazionale dopo 25 anni e per la prima volta con sistema uninominale e a doppio turno. Ha battuto pure Marine che per pochi voti non c’era riuscita.

Per dedicarsi totalmente alla nuova vita, dopo la laurea in diritto pubblico all’università di Panthéon-Assas, ha lasciato gli studi. Impara in fretta e pare proprio mettercela tutta. Nel partito ottiene sempre più consensi: durante il congresso del dicembre scorso è stata quella che ha riscosso più preferenze dai militanti (80%) per il comitato centrale del partito (una sorta di parlamento interno) sconfiggendo anche il potente vice presidente, Florian Philippot con il quale non vive l’amour fou. Ma ha rinunciato a entrarvi per evitare che si dica che tutto resta in famiglia (perché ne fa parte anche Louis Aliot, il compagno di Marine Le Pen). Sa anche che non ha bisogno di questa carica, si sente sufficentemente forte grazie anche al ruolo di deputata nell’Assemblea.

Ed è riuscita pure a far cadere un altro tabù: ad agosto è stata invitata dal vescovo di Tolone a partecipare a una tavola rotonda. Non era mai successo che un membro del Fronte Nazionale fosse invitato da un esponente della Chiesa francese anche se Marion si è sempre dichiarata cattolica praticante la novità non è stata accettata senza polemiche. Ma intanto un altro sasso è stato lanciato.

Non è certo il nuovo a impensierirla. Non è d’accordo su tutte le idee del partito e non ha esitato a dichiararlo come sul delicato tema della pena di morte: "Sono contro. Perché anche se minima, c’è sempre la terribile possibilità dell’errore giudiziario. Preferirei che fosse applicato il vero ergastolo". È contro anche il matrimonio tra gay: ha partecipato a diverse manifestazioni in proposito. Ha lo stesso piglio determinato della zia e non le manda a dire anche su un idolo dei francesi: "Yannick Noah capitano della nazionale di Davis? Sarebbe bene che prima tornasse a pagare le tasse in Francia".

Marion Maréchal-­Le Pen ha anche una storia non comune per quello che riguarda i suoi genitori, storia dalle complicazioni dolorose che ancora una volta si fondono nella politica: Marion è la figlia di Yann, la secondogenita di Jean­-Marie, e di Samuel Maréchal, fondatore del Fn giovanile. In realtà il padre biologico è il giornalista Roger Auque, scomparso un anno fa (fu rapito per un anno in Libano e fu anche ambasciatore della Francia in Eritrea): a rivelarlo è il settimanale ‘L’Express’ a cui Marion ha fatto causa, vincendola. Sulla sua vita privata, come tutta la famiglia, Marion è molto parca di particolari e difende la sua riservatezza con graffianti artigli.

Ma il libro ‘Au service secret de la République’ scritto proprio da Auque e uscito dopo la sua morte, conferma che è tutto vero e che Samuel Maréchal ha riconosciuto Marion quando la piccola aveva due anni. Quindicenne, ha voluto incontrare Auque con cui aveva instaurato un rapporto fondato soprattutto sui consigli. Marion Maréchal-­Le Pen è anche molto legata alla zia: Marine, infatti, è stata sempre molto presente nella vita di Yann aiutandola anche con la piccola Marion quando vivevano tutti insieme nella villa di famiglia di Montretout, a ovest di Parigi, prima che la bambina fosse riconosciuta da Samuel Maréchal (che ha divorziato da Yann nel 2007 e che ora vive in Costa d’Avorio con la seconda moglie africana).

Va di fretta, Marion (che divide la sua vita tra Parigi e il Vaucluse) ma anche nella vita privata: si è sposata il 29 luglio dello scorso anno con Matthieu Decosse, cinque anni più grande di lei. Lui è a capo di una società che organizza eventi e i due sono molto legati. Si sono conosciuti prima dell’elezione del 2012 e Marion non ha mai nascosto la sua ammirazione per il compagno che si è costruito da solo e che proviene da un ceto più modesto. In più di un’occasione, infatti, Maréchal-Le Pen non ha esitato a dichiarare di essere "Una borghese viziata, perché non mi sono dovuta battere per arrivare, sono stata subito qualcuno. Sento questo vuoto".

Quando si è sposata Marion era incinta: due mesi dopo c’è stato il lieto evento. E per continuare la tradizione...è nata femmina, cioè Olympe. La dinastia è assicurata ma per questo c’è ancora tempo.

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