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23 gennaio, 2026Durante il business forum Italia-Germania di Roma, il ministro degli Esteri ha preso le difese di Bruxelles, criticata a Davos dal presidente ucraino. E sull'ingresso italiano nel Board of Peace: "L'ostacolo costituzionale è difficilmente superabile"
Un attacco “non generoso nei confronti dell’Europa”. Non si è fatta attendere la risposta da Roma, per conto di Antonio Tajani, alle dure parole pronunciate a Davos da Volodymyr Zelensky nei confronti dell'Unione europea.
Il presidente ucraino aveva infatti accusato l’Ue di essere “smarrita” di fronte a Donald Trump. E di aver “concesso una vittoria a Vladimir Putin”, nel rinunciare all’utilizzo degli asset russi congelati. Immediata la replica del ministro degli Esteri: "Mi pare che l'Europa abbia garantito l'indipendenza dell'Ucraina e abbia fatto di tutto per sostenerla dal punto di vista politico, finanziario e militare", ha dichiarato Tajani a margine del business forum Italia-Germania. E sulle critiche di Zelensky: "Mi pare che non siano generose nei confronti dell'Europa”.
Durante lo stesso intervento, il vicepremier ha fatto anche riferimento a una frangia di “politici che avversano l’Europa. Dobbiamo ricordare quanto lavoro e quanta crescita dà il mercato interno. Certo l'Ue si può migliorare, ma dobbiamo tenere conto dell'importanza del mercato interno”.
E a commento delle parole di Trump, secondo cui Giorgia Meloni vorrebbe entrare nel Board of Peace presentato a Davos, Tajani ha voluto chiarire la posizione del governo: “Noi guardiamo con grande attenzione a tutte le iniziative portatrici di pace, compreso il Board of Peace, però è difficilmente superabile l'ostacolo costituzionale”, il riferimento è all’Articolo 11, che in questo momento impedisce all’Italia di far parte della nuova organizzazione. “Dice che non si può aderire ad un accordo internazionale se non c'è la garanzia di una equiparazione di poteri, ma nella proposta del Board non si garantisce questo”.
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