Economia
22 gennaio, 2026Il discorso (applauditissimo) del leader ucraino dal palco di Davos: "Oggi l'Europa si affida soltanto alla convinzione che se arriverà il pericolo la Nato interverrà, ma se non succederà? Deve sapere come difendersi da sola". Poco prima l'incontro con Trump
Probabilmente, un Volodymyr Zelensky così duro nei confronti dell’Europa non si era mai visto. Sul palco di un World Economic Forum di Davos dominato dalla questione Groenlandia e dalle parole di Donald Trump, il leader ucraino ha rimproverato all’Ue di aver “concesso una vittoria a Vladimir Putin” scegliendo di non scegliere sull’utilizzo degli asset russi congelati. È mancato “il tempo” e, soprattutto, “la volontà politica”.
“L'Europa non ha nemmeno cercato di costruire la propria risposta” alle minacce russe. “Grazie a Ursula (von der Leyen, ndr), grazie ad Antonio Costa e a tutti i leader europei, ma quando arriverà il momento di usare quegli asset per difenderci dall'aggressione russa?", ha chiesto Zelensky. "Putin è riuscito a fermare l'Europa da usare quegli asset congelati”.
"Invece di diventare una potenza veramente globale, l’Europa - per Zelensky - rimane un affascinante ma frammentato caleidoscopio di potenze piccole e medie. Invece di assumersi la responsabilità decisiva di difendere la libertà in tutto il mondo, soprattutto ora che l'attenzione dell'America si sta spostando altrove, l'Europa sembra smarrita". "Alcuni cercano di convincere il presidente degli Stati Uniti a cambiare rotta. Ma lui non cambierà - ha aggiunto -. Il presidente Trump ama ciò che è. Dice di amare l'Europa, ma non ascolterà questo tipo di Europa”.
Le parole di Zelensky erano figlie del tentativo di non scontentare Donald Trump? Difficile dirlo. Fatto sta, però, che poco prima di parlare dal palco di Davos il leader ucraino ha avuto un faccia a faccia con il presidente degli Stati Uniti. Da cui è uscita innanzitutto una notizia, e cioè che domani - 23 gennaio - si terrà il primo incontro trilaterale tra Ucraina, Stati Uniti e Russia.
Ancora Zelensky da Davos: “L’Europa ha davvero bisogno di forze armate unite e di capire come difendersi. Oggi l'Europa - ha aggiunto - si affida soltanto alla convinzione che se arriverà il pericolo, la Nato interverrà. Ma nessuno ha davvero visto l'alleanza in azione. Se Putin decidesse di invadere la Lituania o la Polonia, chi risponderebbe? Adesso la Nato esiste grazie alla convinzione che gli Stati Uniti agiranno per primi e che saranno dalla loro parte, ma se invece non succederà?”.
Dietro le critiche, l’appello all’unità dei 27 Stati europei: ”L’Europa sembra ancora più una questione di geografia, storia e tradizione che una vera forza politica. Non una grande potenza. Non dovremmo accettare l'idea che l'Europa sia solo un insieme di potenze piccole e medie, condite con nemici dell'Europa - ha denunciato Zelensky -. Quando siamo uniti, siamo davvero invincibili. L'Europa può e deve essere una forza globale. Non una forza che reagisce in ritardo, ma una forza che definisce il futuro”.
Il suo discorso, molto applaudito, il leader ucraino l’ha iniziato paragonando la situazione in Ucraina a Il giorno della marmotta. "Nessuno vorrebbe vivere così, ripetendo la stessa cosa per settimane, mesi e, naturalmente, quattro anni - ha sottolineato -. È esattamente così che ci piace vivere adesso. Ed è la nostra vita. Proprio l'anno scorso, qui a Davos, ho concluso il mio discorso con le parole: l'Europa deve sapere come difendersi. È passato un anno e nulla è cambiato. Siamo ancora in una situazione in cui devo dire le stesse parole".
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