In vista della campagna per il Quirinale, Silvio Berlusconi è stato transennato dal suo staff e attende con fiducia gli sviluppi. L’ulteriore rifacimento dell’intonaco facciale, affidato al professor Cartofante, già autore di restauri importanti (Pollaiolo, Pinturicchio, Tiziano), è stato sospeso a causa della crisi delle materie prime: il rarissimo stucco di Bengasi, insostituibile in operazioni così a rischio, risulta esaurito.
Il retroscena «Cara amica, caro amico, per il Quirinale, dopo tanti grigi funzionari, ci vorrebbe un lombardo, che rappresenti lo spirito d’impresa e la sfida alle vecchie regole, pazienza se ha avuto qualche problema con la giustizia, chi non fa non falla, l’importante è che piaccia alle donne». Pare che alla lettura di questa mail, diffusa tra tutti i grandi elettori del centrodestra, qualcuno abbia risposto «io però Renato Vallanzasca al Quirinale non ce lo vedo». L’equivoco è stato presto chiarito, anche se qualcuno, saputo che il riferimento era invece a Berlusconi, ha fatto notare che Vallanzasca è molto più giovane.
La strategia La via da percorrere con maggiori probabilità di successo, secondo gli esperti, è l’ipnosi. Solo così la maggioranza dei grandi elettori sarebbe disponibile a scrivere il nome di Berlusconi sulla scheda. Quanto, poi, a depositarla nell’urna, pare sia necessaria una seconda dose: una sola seduta d’ipnosi basta appena per costringere la propria mano a scrivere quel nome su un foglio, ma per arrivare fino all’urna ci vuole anche il richiamo. Sembra comunque molto difficile che un ipnotizzatore, fingendosi un fan che vuole fare un selfie, riesca a incantare i due terzi dei deputati e senatori prima dell’ingresso in aula nel giorno del voto. Rimane, dunque, la via della politica.
La politica Voterebbero Berlusconi i parlamentari del centrodestra, ma non tutti. Un recente studio fisiopsicometrico dimostrerebbe che almeno il 35 per cento degli esponenti del centrodestra disporrebbe di una coscienza, di piccole dimensioni ma perfettamente funzionante. Sarebbe una percentuale ampiamente sufficiente a far cadere già al primo scrutinio la candidatura di Berlusconi al Colle, o addirittura a scongiurarla, evitando a lui l’umiliazione di una bocciatura, e al resto del Paese l’umiliazione della sua candidatura. Anche i voti potenziali di riserva, quelli dei centristi, sono tutt’altro che sicuri. Si dice che per Matteo Renzi il candidato ideale al Quirinale sarebbe un membro anziano della famiglia reale saudita, e per Calenda sarebbe lo stesso Calenda, che ha 48 anni ma è sicuro di valerne, per esperienza e competenza, almeno una decina in più. Il Pd, come già ampiamente reso noto, è compatto attorno all’idea di un Mattarella due, di un Napolitano tre o di una riesumazione di Luigi Einaudi, che piacerebbe anche alla destra. Dunque anche la via politica non sembra promettere buon esito.
Moral suasion Ecco dunque una terza ipotesi, la moral suasion, già riuscita con successo in passato attraverso una gratifica in denaro a qualche senatore bisognoso, che ha potuto così sollevare il suo morale: di qui la definizione di moral suasion. Ma costerebbe molto, e incontrerebbe almeno due ostacoli, quello dell’incorruttibilità di non pochi deputati e senatori e quello dell’inaffidabilità di non pochi altri, che potrebbero anche intascare la somma e poi votare per chi pare a loro.
Il programma Bisogna comunque pensare positivo, e Berlusconi ha già in mente le sue prime mosse. Trasformerà il Quirinale in stile Costa Smeralda, ingentilendo quelle austere stanze con vasche di aragoste, archi color pastello e reti da pesca al posto dei pesanti tendaggi. Riceverà la nipote di Mubarak, ma per tacitare eventuali critiche riceverà anche le nipoti di altri capi di Stato, senza preclusioni di indirizzo politico. La first lady, secondo indiscrezioni, dovrebbe essere, a partire dalla prossima primavera e almeno fino all’estate, la diciannovenne Mirka Pugaciov, ufficialmente ballerina e contorsionista al circo di Mosca, nella realtà infermiera professionale.