"Se si fanno le primarie, chi si candida contro Berlusconi? Io no di certo". Giancarlo Galan, neoministro della Cultura interviene così all'"Adunata dei servi del Cav.", convocata al Teatro Capranica di Roma dal direttore del Foglio Giuliano Ferrara, che giorni fa ha lanciato dalle pagine del suo giornale una proposta post elettorale: organizzare primarie federate anche nel centro destra. L'appuntamento serviva a discutere coi berluscones di vecchia data di un eventuale cambio di vertice nel Popolo della Libertà dopo la disfatta alle elezioni amministrative.
L'appello alle primarie però non ha convinto tutti. Secondo Maurizio BelPietro e Alessandro Sallusti, per rilanciare il partito serve ben altro. Il direttore del Giornale ha richiamato l'attenzione su diverse questioni: la nomina di Alfano a segretario non vuol dire un bel niente, è stato "nominato per dire si cambia qualcosa" ma "sostanzialmente non si cambia nulla".
Per Sallusti poi, "nel Pdl sarà dura trovare qualcuno che le voglia fare queste primarie perché tutti temono di perdere la poltrona". Il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, non si spinge così oltre ma picchia comunque giù pesante su altri temi. "Con la Rai Berlusconi non è riuscito a combinare nulla". Il Cavaliere "aveva un impero culturale in mano ma ha permesso che rimanessero in programma le Dandini, i Floris e Fazio di turno che costano caro alle casse dello Stato".
Stessa opinione anche sui temi della giustizia dove, secondo Belpietro, Berlusconi non è stato in grado di arrivare a nessuna riforma. L'elezione "aperta" della classe dirigente non piace nemmeno a Daniela Santanchè convinta che, in questo momento, l'unica cosa certa del Pdl è Berlusconi ed sia quindi questa la sola cosa che non va toccata.
Ad ascoltare, seduto in prima fila, anche il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, "triumviro" come l'ha chiamato Ferrara, che ne ha lodato il lavoro svolto durante tutte le campagne elettorali.
Sul palco, invitati ad intervenire a turno, anche tre esponenti della sinistra. Il direttore del Foglio ha chiamato a partecipare due donne e un uomo. La giornalista Ritanna Armeni e Marina Terragni, la "femminista milanese" che si è beccata insulti e male parole da parte del pubblico quando si è permessa di dire che le donne italiane hanno abbandonato Berlusconi come ha fatto sua moglie, Veronica Lario. C'era anche Piero Sansonetti, "comunista di formazione" e direttore del settimanale gli Altri, l'unico che non si è preso i fischi.
Ha invece fatto divertire molto il pubblico dell'adunata, Alessandra Mussolini, eletta nel 2008 con il Pdl nella circoscrizione Campania 1, che è intervenuta con passione sulla terribile sventura delle amministrative di Napoli e che ha accolto con favore la proposta delle primarie.
Dello stesso avviso anche Giorgia Meloni, la sola dichiaratamente convinta che ci voglia "un serio cambiamento, a partire dalla legge elettorale che "senza preferenze e con liste bloccate non va bene" perché la democrazia va così "se non ci votano ce ne andiamo".