Claudio Scajola dovrà attendere l’inizio del nuovo anno per poter conoscere il verdetto del tribunale di Roma sulla vicenda della casa con vista sul Colosseo acquistata «a sua insaputa» nel 2004.
La sentenza, inizialmente attesa per il prossimo 23 dicembre, è infatti slittata a gennaio per impegni del giudice monocratico davanti al quale si celebra il processo per finanziamento illecito.
Il rinvio, raccontano persone vicine a Scajola, avrebbe provocato il disappunto dell’ex ministro che, convinto di ottenere l’assoluzione, contava di passare il Natale senza pensare a grattacapi giudiziari.
In alternativa, il politico imperiese punta alla prescrizione. Con un coup-de-théâtre da maestro Scajola ha estratto dal cilindro un documento del Dipartimento di sicurezza del ministero dell’Interno che dimostra come lui, il 23 marzo 2005, abitasse già nella casa.
Quel giorno la sua scorta fu spostata in via del Fagutale. Questo retrodaterebbe di un anno il conteggio della prescrizione che, secondo i pm, dovrebbe invece partire dalla primavera del 2006. Risultato: il reato sarebbe estinto.
D. L.