"Le sconfitte segnano, ma sono utili solo se insegnano. Grazie a tutti" twittava sconsolato Roberto Rao all'indomani della mancata rielezione alle politiche. Ma l'ex deputato Udc, fedelissimo di Pierferdinando Casini non ha mai abbandonato Montecitorio, mentre nel frattempo i collaboratori anche storici del partito hanno dovuto fare le valigie.
Rao si è infatti assicurato una solida ciambella di salvataggio: dopo la denuncia dei deputati 5Stelle che ha bloccato la delibera con le liste degli ex dipendenti assumibili dall'amministrazione, il percorso era per la verità apparso tortuoso. E solo grazie ai buoni uffici di Casini (di cui Rao è stato portavoce anche quando sedeva sul banco più alto della Camera) si è visto assegnare una collaborazione con Ferdinando Adornato eletto a Montecitorio nella Lista di Scelta civica e entrato nell'ufficio di presidenza tra i segretari d'aula. Ma non basta. Rao infatti è divenuto consigliere politico del neoministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri.
Diversa la soluzione trovata per un altro ex parlamentare di stretta osservanza 'casiniana' e cioè Gian Luca Galletti approdato come sottosegretario nel governo Letta al ministero dell'Istruzione dove ha portato come capo della sua segreteria un altro ex parlamentare, ma sempre di stretta osservanza casiniana e cioè Roberto Occhiuto per il quale era sfumata in extremis l'ipotesi di una poltrona di assessore in Calabria.
Per i suoi fedelissimi, rimasti esclusi dalla pesante tornata elettorale, il leader dell'Udc si era messo in moto da subito. Prima della nomina a sottosegretario, per Galletti si erano aperte le porte del consiglio di amministratore di Ismea, l'istituto per il mercato agricolo alimentare, subentrando al consigliere Ernesto Carbone nel frattempo divenuto deputato per il Pd. L'elezione di Carbone in parlamento, per la verità, è stato una vera manna dal cielo per l'Udc: oltre che nel cda di Ismea infatti ricopriva anche il ruolo di presidente e Amministratore Delegato di Sin (la società controllata dall'Agea, l'Agenzia per le Erogazioni in agricoltura), posto lasciato libero per Antonella Del Sordo.
Questo attivismo trova diverse spiegazioni, non ultimo l'imminente congresso che l'Udc si avvia a celebrare, dopo il rinvio determinato dalle elezioni anticipate. E, alla luce del risultato registrato dal partito schierato da Pierferdinando Casini nella semi fallimentare impresa al fianco di Mario Monti si attende ora una resa dei conti.
Montano infatti i malumori per l'ipotesi che il leader dell'Udc designi per la segreteria un fedelissimo e cioe' il senatore veneto Antonio De Poli, affiancato da Mauro Libe' (ex parlamentare non rieletto) come segretario organizzativo. Secondo lo schema disegnato da Casini, il segretario uscente, Lorenzo Cesa potrebbe andare a ricoprire l'incarico praticamente onorario, di Presidente. Accantonando di fatto il canale principale di dialogo dell'Udc con il Pdl.