A correre per il centrosinistra nella regione ci sarà Luca Ceriscioli, vincitore con 43 mila voti alle primarie mentre, all’altra parte della barricata, l’ex sindaco di Pesaro potrebbe trovarsi il compagno di partito Gian Mario Spacca, attuale governatore tentato di non mollare dopo dieci anni di regno sulla regione.
Spacca infatti, dopo il “No” del suo partito ad una terza candidatura, si è spostato al centro, sparigliando le carte e creando non pochi dubbi e mal di pancia tra Ancona e Roma e la settimana prossima svelerà se intende candidarsi.
«Renzi mi ha spronato ad insistere e si è messo “a disposizione” per agevolare accordi di alleanza», ha spiegato il candidato Pd Luca Ceriscioli dopo la telefonata del premier all’indomani della vittoria delle primarie di domenica scorsa.

A sostenere Spacca e il suo sogno di vincere con i soli voti del centro c’è invece la sua creatura politica “Marche 2020”, apparentanta con Area Popolare, il contenitore nato dalla fusione degli alfaniani di Nuovo Centrodestra e i casiniani dell’Udc.
A sugellare l’alleanza sono arrivati ad Ancona la settimana scorsa i leader nazionali Gaetano Quagliarello (Ncd) e Lorenzo Cesa (Udc) che provano con questa alleanza a resistere alla forza d’urto di Matteo Salvini e all’asse con Silvio Berlusconi.
Per tutta risposta il lavoro del Pd marchigiano è ora tutto rivolto ad un possibile accordo con gli ex-democristiani per tentare di sfilarli proprio al governatore e lo stesso Ceriscioli ha aperto ad Area Popolare per un’alleanza in consiglio regionale. A patto però che si liberino della formazione fondata dal presidente della Regione.
«Nelle Marche non esiste una questione del mio terzo mandato, né di ruoli personali da preservare in Regione o altrove. Esiste solo un problema di coalizione e di formula di governo», ha replicato Gian Mario Spacca: «Quello che mi preme è il progetto di consolidare l'incontro tra partiti ed i centri vitali della comunità che si è espresso nel buongoverno di centrosinistra di questi dieci anni. Una formula profondamente diversa da quella di una burocrazia di partito che vuole sovrapporsi con l'amministrazione regionale».
Un attacco frontale al Pd mentre si aspetta la sua discesa in campo con una nuova maglia. Per lo statuto delle Marche non ci sarebbero infatti intoppi alla sua rielezione. Il problema sarebbe solo politico dopo che per anni il Partito democratico ha gridato allo scandalo per le quattro volte da governatore in Lombardia di Roberto Formigoni.