I due candidati sostenuti da Matteo Renzi conquistano le candidature a Roma (nettamente) e a Napoli (per pochi voti contro Antonio Bassolino). Ma non mancano i problemi: votanti dimezzati nella Capitale e partito spaccato in Campania

Roberto Giachetti a Roma e Valeria Valente a Napoli, questi sono i vincitori della domenica nei gazebo del Pd, i due candidati con cui il Partito democratico proverà a vincere le prossime elezioni, a Roma dopo l’affaire Marino e a Napoli contro l’uscente e favorito Luigi de Magistris. Tanto la sfida di Giachetti quanto quella di Valente si profilano dunque complicate.



Nonostante l’entusiasmo che si registra nelle dichiarazioni dei dirigenti dem, tanto per cominciare, sono confermate le preoccupazioni sul dato dell’affluenza, almeno nella Capitale, indicando una certa freddezza dell’elettorato dem. E se a Napoli il dato è doppio rispetto alle ultime primarie per le regionali (hanno votato in 30mila), a Roma l’affluenza si attesta alla metà delle scorse consultazioni, quelle che indicarono Ignazio Marino come candidato sindaco e che videro 100mila romani mettersi in fila. Questa volta sono circa 50mila i romani che hanno votato, ma per Orfini non è un problema, anzi: «L’altra volta», è la stoccata che dà al suo stesso partito, «c’erano le truppe cammellate dei capibastone che portarono al pantano di Mafia Capitale». «Questa volta no, e comunque», continua sarcastico, «mi pare che i nostri elettori siano molti più dei 3mila scarsi che hanno scelto il candidato dei 5 stelle».



Diversi poi sono i risultati, e in questo caso va meglio a Roma: mentre Giachetti ha ottenuto una vittoria netta (con quasi il 65 per cento dei voti), Valeria Valente ha vinto infatti di neanche 500 voti, confermando così la forza di Antonio Bassolino, usato sicuro della consultazione che aveva contro tutte le maggiori correnti del partito, impegnate a sostenere la candidata di Matteo Orfini e Renzi. Valente ha chiuso con 13.419 voti, pari al 43,7 per cento. L’ex sindaco del 1993 ne ha invece collezionati 12.967, pari al 42,2 per cento: ecco perché ora è forte l’appello all’unità nelle prime dichiarazioni della candidata. A Roma, invece, Giachetti ha staccato più agevolmente sia Roberto Morassut che gli altri candidati. Tra i risultati si segnala lo 0,8 per cento che vale l’orso di Gianfranco Mascia, candidato dei Verdi che ha fatto tutta la campagna elettorale con un simbolico peluche per denunciare l'assenza dei temi ambientali.



Valente, come detto, proverà a battere Luigi de Magistris, candidato sostenuto dalla sinistra campana. Allo stesso modo, incoronato il renziano Giachetti, a Roma è sempre più probabile che oltre ai 5 stelle e al terremotato centrodestra di Bertolaso, si organizzi una lista a sinistra del Pd. Per il momento in campo c’è la candidatura di Stefano Fassina, ma è da Massimo Bray che i più si aspettano un annuncio nelle prossime ore.

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