Definire il “ping pong come lo sport preferito dal Comune di Napoli” può costare una condanna disciplinare. E’ successo alla dirigente dei beni culturali Ida Alessio Vernì che dovrà pagare 250 euro alle casse della città partenopea.
La condanna pecuniaria è arrivata negli stessi giorni in cui il sindaco di Napoli Luigi De Magistris durante un comizio si è rivolto al premier Matteo Renzi dicendo "vattene a casa, devi avere paura, ti devi cacare sotto. Cacati sotto".
Le parole incriminate Vernì le ha scritte a novembre 2015 quando in una relazione ha espresso alcuni dubbi sul futuro dell’Archivio Storico Municipale di Napoli. Il destino dell’edificio è infatti da qualche tempo incerto: minacciato da sgomberi e chiusure definitive, non si sa se il progetto che lo vuole spostare nella basilica di San Lorenzo Maggiore andrà a buon fine. A rischio oltre ai preziosi documenti storici, anche il personale che oggi lavora in quei locali.
Dopo mesi di silenzi dal Comune la Vernì ha espresso la mancanza di un piano, sostituito “solo da foglietti di carta con i quali si pratica lo sport preferito del Comune: il ping pong, altrimenti definito come scarica barile”.
“Nonostante le perdite, l’incuria, l’indifferenza, la mancanza di spazi, la dotazione dell’archivio è notevole, anche se sono stati perduti alcuni documenti di straordinaria importanza” ha detto la dirigente. Alla Vernì è stata anche contestata una frase detta nei confronti di un dirigente “appena nominato e assolutamente allo scuro delle gravi problematiche” collegate all’archivio di vicoletto Pontenuovo.
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Questi fatti sono stati ritenuti dalla direzione generale del Comune "oggettivamente lesivi nei toni e nelle modalità”, si legge nella contestazione firmata dal direttore generale Attilio Auricchio. Dalla sua la dirigente continua la battaglia: “Si rischia l’addio all’archivio per burocratismo e disattenzione”.
Negli ultimi quindici anni l’archivio ha avviato alcuni lavori per tutelare i documenti e da poco è possibile per gli studiosi accedere al patrimonio documentale. Ma per la dirigente non basta. La Vernì ha segnalato all'assessore alla Cultura di Napoli Gaetano Daniele la perdita di tre milioni e mezzo di euro “apparentemente destinati all’Archivio” e di altri 1,3 milioni derivati dall’espropriazione di un terreno della basilica Real Casa dell’Annunziata. Tutti fondi che avrebbero consentito l’intera sistemazione degli archivi.