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Cultura
gennaio, 2009

La rivoluzione si fa in 3D

Il cinema si salverà. Grazie alle tecnologie digitali. Ne sono convinti i grandi: da Katzenberg a Spielberg. Storia di una rivoluzione

Ci sono state due rivoluzioni nella storia del cinema: il passaggio dal muto al sonoro negli anni Venti e l'arrivo del colore negli anni Trenta; ora, 70 anni dopo, stiamo entrando nella terza rivoluzione: il 3D... Parola di un re di Hollywood, Jeffrey Katzenberg, che con Steven Spielberg è il patron della Dreamworks. Secondo Katzenberg, i nuovi film tridimensionali stanno ai soliti film come un file mp3 sta a un disco di vinile. "Dimenticatevi il vecchio 3D degli anni Cinquanta, con gli occhialini di cartone rossi e blu e gli spettatori che alla fine del film avevano il mal di mare", aggiunge Katzenberg, "il nuovo 3D che si guarda con occhiali polarizzati è frutto delle tecnologie digitali, capaci di portare lo spettatore in una dimensione visiva inimmaginabile fino a pochi anni fa". La sensazione di entrare nel film è stupefacente, il primo piano corrisponde alla punta del proprio naso e lo schermo si dilata per un centinaio di metri di profondità. Questa rivoluzione, partita dai videogame, sta cambiando il cinema, e presto investirà la tv e l'home video. Il menù è ricchissimo, e l'antipasto è sui nostri schermi, con film come 'Viaggio al centro della terra'.

Per capire l'impatto che le nuove tecnologie avranno sul cinema basta scorrere la lista degli autori impegnati nel campo del 3D: il regista di 'Titanic', James Cameron, sta preparando un'avventura spaziale, 'Avatar', che uscirà nelle sale alla fine dell'anno, e gli altri nomi, oltre a Spielberg e Brevig, sono del calibro di George Lucas ('Star Wars'), Peter Jackson ('Il signore degli anelli'), Robert Zemeckis ('Ritorno al futuro'). "Visto il livello degli autori, il 3D potrebbe diventare il futuro del cinema tout-court", azzarda Oscar Cosulich, collaboratore de 'L'espresso' e condirettore del Future Film Festival, che a Bologna, dal 27 gennaio al 1 febbraio, si occuperà di questa nuova frontiera dell'entertainment. "Avremo fra l'altro una anticipazione di 'Monsters vs. Aliens', il nuovo film d'animazione in 3D della Dreamworks, che racconta di una squadra di mostri arruolata dall'esercito americano per combattere gli alieni. Vedremo nuove versioni in 3D di capolavori come 'Nightmare before Christmas' di Tim Burton, e presenteremo 'Psicovip' di Bruno Bozzetto, una serie animata in 3D di 26 episodi coprodotta dalla Rai".

Quella di Bozzetto con la Rai non è l'unica produzione italiana: "Nel nostro paese la sperimentazione sul 3D è iniziata negli anni Ottanta, con produzioni per i parchi di divertimento", spiega l'altra condirettrice, Giulietta Fara: "In tutto il mondo i parchi a tema tipo Disneyland hanno fatto da apripista, ospitando i primi esperimenti del nuovo cinema in 3D, e l'Italia non fa eccezione; per esempio nel 2007 la Ubik di Milano ha prodotto un filmato in 3D per Time Voyagers, una giostra interattiva di Gardaland. Però il 3D non è solo entertainment", aggiunge Fara, "perché i filmati del genere sono utilizzati per la divulgazione scientifica. Ad esempio dal Cineca di Bologna, un consorzio di 35 università che ha sviluppato la visione 3D per musei e installazioni itineranti, inaugurando un 'teatro virtuale', presso la Sala Borsa".

Naturalmente ciò che ingolosisce i produttori cinematografici di tutto il mondo è la dimensione colossale del nuovo business, che potrebbe indicare una via d'uscita dall'attuale crisi di Hollywood. Attratte dal successo planetario dei 3D per giovanissimi, come quello dedicato nel 2008 all'eroina della sitcom Hanna Montana ('Hannah Montana & Miley Cyrus: best of both worlds concert'), le major si sono gettate a capofitto in questa miniera d'oro, e sono già una trentina i film in produzione, una quindicina dei quali a opera della Walt Disney-Pixar, che sta rifacendo in chiave tridimensionale blockbuster come 'La bella e la bestia' e 'Toy Story'. Le cifre in gioco sono favolose: di recente la Dreamworks ha calcolato che un film in 3D fa guadagnare mediamente 80 milioni di dollari in più, e la Twentieth Century Fox sta investendo su 'Avatar' di Cameron 200 milioni di dollari. "Filmare in 3D fa aumentare i costi di produzione di 15 milioni di dollari", dice il massmediologo Harold L. Vogel, autore di 'Entertainment Industry Economics', "ma l'investimento sarà compensato dall'aumento del prezzo del biglietto, compreso l'affitto degli occhiali polarizzati".

Tutto quadra, dunque? Non proprio. Perché a questa rivoluzione tecnico-artistica e produttiva si contrappone un anello debole: la distribuzione, le sale cinematografiche. Su 40 mila schermi negli Usa, quelli attrezzati per il 3D sono 1.500, destinati a diventare 2.500 entro pochi mesi. E in Italia? Dei circa 4 mila schermi, appena una quarantina sono predisposti per accogliere la rivoluzione del 3D (la lista completa è sul sito de 'L'espresso' www.espressonline.it). E a partire dagli Usa si diffonde la polemica: aggiornare tecnologicamente un cinema è molto costoso, chi se ne deve fare carico? Solo gli esercenti delle sale o anche i produttori?

Problemi che non sfiorano un settore dove il 3D registra una marcia trionfale: l'industria dei videogiochi. "Già negli anni Novanta il mondo dei videogame sviluppava prodotti tridimensionali di successo come Doom", spiega Fabrizio Vagliasindi, docente di Prodotti e Tecnologie di Digital Entertainment all'Università Iulm di Milano: "I videogiochi in 3D hanno raggiunto un livello qualitativo e stili di regia che vengono imitati dal cinema. Anche i creativi hanno una nuova sensibilità: il giapponese Hideo Kojima, con 'Metal Gear Solid 4', porta il 3D a una dimensione di pathos commovente. E nel prossimo futuro vedremo videogiochi, come 'Heavy Rain', con personaggi in grado di comportarsi e recitare come veri esseri umani. La frontiera fra videogame e cinema diventerà sempre più sottile".

Resta un'ultima terra di conquista per il 3D: l'home video. Le prime novità sono state presentate all'inizio di gennaio al Consumer Electronic Show di Las Vegas: la RealD ha un prototipo di tv in 3D, la Dolby sta stringendo accordi per produrre blue-ray disc in 3D, sono allo studio sistemi per tv che non richiedano l'uso degli occhiali, ed è stata mostrata a un pubblico selezionato una partita di football americano ripresa in 3D. Sky progetta di fare lo stesso con le partite della Premier League dell'anno prossimo. A quando la Serie A in tre dimensioni?

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