Il 29 dicembre 2009 un soldato afghano all'interno della base Colombus ha aperto il fuoco sulle truppe delle coalizione "con l'intento di uccidere", Nella sparatoria muore un soldato americano e due italiani vengono feriti, l'aggressore poi si spara. Il fante afghano ha colpito durante il rifornimento di un elicottero, forse il bersaglio della sua azione.
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Agguato agli elicotteri
Il 9 luglio 2009 una pattuglia italo spagnola finisce su una mina: ci sono quattro feriti, due italiani e due spagnoli. Poco dopo arrivano due elicotteri ambulanza Super Puma spagnoli per portare via i feriti, ma dal tetto di alcuni edifici e dagli alberi i talebani cominciano a sparare con razzi e mitragliatrici. Uno degli elicotteri viene colpito da quattro colpi. A quel punto intervengono due Mangusta italiani sparano a volontà neutralizzando gli aggressori.
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È il resoconto della riunione tra i parà della Folgore e il capo dell'intelligence afghana, che descrive i movimenti e i leader talebani della zona. L'uomo sostiene che la popolazione appoggia gli italiani per il loro impegno a migliorare la sicurezza nella zona di Farah. Dice che i talebani evitano di affrontare i veicoli neri della Folgore, di cui hanno paura e che distinguono dai mezzi color sabbia degli americani. Secondo il funzionario afghano questa paura nasce dalle perdite che la Folgore ha inflitto ai talebani negli ultimi combattimenti.
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15 Mangusta lancia missile
Il 2 luglio 2009 un reparto dell'esercito afghano interviene per soccorrere una caserma della polizia sotto attacco. Le truppe finiscono in una trappola e chiedono l'intervento degli aerei ma il bombardiere B1 non può sganciare per la presenza di case. Due elicotteri Mangusta sparano un missile contro la postazione da cui sparano i talebani. Ma il rapporto non esclude che la postazione colpita dal missile sia la caserma della polizia. I Mangusta sparano anche 424 proiettili da 20 millimetri.
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16 Il misterioso file Berlusconi
Tra i documenti dell'intelligence americana c'è un rapporto del 24 febbraio 2008 intitolato Berlusconi. Descrive i piani per organizzare una serie di manifestazioni contro gli Usa e contro il governo Karzai in una regione dove non sono presenti soldati italiani. Le manifestazioni dovrebbero sostenere il generale Dostum, uno degli storici signori della guerra afghani e governatore di quell'area. Il riferimento al politico italiano resta misterioso.
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Uno dei bombardamenti più massicci nella regione affidata all'Italia avviene per liberare una pattuglia americana finita sotto tiro tra le case di un villaggio. Gli aerei spianano un edificio da cui fanno fuoco i cecchini. Poi tirano un missile "in una zona abitata". Quindi un'altra bomba e due raffiche con il cannone di un caccia F16. Gli americani subiscono gravi perdite: venti feriti e diversi morti. L'elicottero Chinook che porta via i feriti viene centrato da un razzo. A quel punto entrano in scena due caccia A10 americani, che sganciano il loro carico: 2 razzi al fosforo bianco, 6 bombe, 2300 proiettili da 30 millimetri. Infine un altro bombardiere lancia una Gbu31 da 2000 libbre, la più potente bomba americana chiamata "bunkerbuster" che sbriciola un edificio. Le prime stime parlano di 6 americani morti e 5 feriti.
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18 Il rogo dei commandos
Il 9 agosto 2009 brucia l'accampamento dei commandos italiani della Task Force 45 nella base americana di Farah. Il rogo fa esplodere la riserva di munizioni, con proiettili che finiscono ovunque. Vengono colpiti almeno due elicotteri americani mentre alcune schegge bucano i serbatoi di carburante, rischiando il disastro. Il sindaco di Farah arriva con un autopompa per aiutare le truppe Nato. La causa delle fiamme viene individuata in un generatore di corrente. Clicca e ingrandisci per leggere il documento originale
19 Italiani contro spie afghane
Il 7 luglio 2008 un ufficiale italiano spara contro un ufficiale logistico dei servizi segreti di Kabul e lo ferisce. Nella nota americana si parla di un convoglio italiano con tre veicoli: uno fugge, due vengono bloccati e portati nel quartiere generale dei servizi segreti afghani. Più tardi tutti gli italiani vengono rilasciati.
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20 L'enigma del prigioniero
Il 20 dicembre 2009 alle 14.55 gli americani della Task Force Protector consegnano un detenuto al governo italiano. L'uomo viene imbarcato su un C130 Hercules, che decolla alle venti. In genere gli americani custodiscono prigionieri non afghani - pachistani, arabi - catturati e considerati terroristi. Si ignora chi sia il personaggio e perchè interessasse tanto al nostro governo.
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