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aprile, 2011

Le parole di Morin

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"Sarkozy è atipico, Berlusconi uno stereotipo". "Il progresso tecnico non è sinonimo di progresso umano" Videointervista al padre nobile della gauche francese



Traduzione
Vedo molte similitudini con la Francia e qualche differenza. Voi avete la Lega Nord, noi il lepenismo, di natura diversa.

Entrambi i paesi sono governati da due personaggi estremamente strani: Sarkozy è completamente atipico, imprevedibile e che non entra in nessuno schema conosciuto. Berlusconi è stereotipato, cioè evoca stereotipi classici italiani.

In comune Francia e Italia hanno il fatto che entrambi i paesi avevano popolo di sinistra che ha fatto la vitalità dei paesi, ed è ormai in piena decomposizione. Non parlo solo delle élites, ma del popolo paesano, contadino, intellettuale, insegnante, del "popolo repubblicano" come diremmo in Francia.

I vecchi muoiono, non ci sono più le formazioni date dai partiti sulla cultura umanista, fraternalista, internazionalista. In lotto di consolazione abbiamo quella parte, ampia, di gioventù ormai nomade e aperta al mondo
.

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Traduzione
C'è stata l'idea di Condorcet, secondo cui l'umanità progrediva sempre, nonostante momenti agitati ed errori. Si è imposta al mondo dopo la seconda guerra mondiale, quando si sviluppava la società democratica industriale per il bene comune, un futuro radioso per il socialismo, la speranza di un socialismo arabo o di un futuro democratico arabo.

C'è stata la speranza che il progresso sarebbe stato una necessità storica.

Oggi che ci accorgiamo che non è vero, il vero progresso è aver capito che non c'è legge del progresso. Perché il progresso dipende da condizioni, volontà umane, eccetera.

L'idea che si accompagna alla prima, è che non ci sono progressi irreversibili: la tortura eliminata dai paesi d'Europa nel XIX secolo, sebbene gli europei continuassero a torturare nelle colonie, è stata applicata nel XX secolo da paesi come la Germania in Asia, l'Unione Sovietica, la Francia durante la guerra d'Algeria.

Siamo in lotta permanente fra Eros e Tanatos per dirla con Freud. In un conflitto costante fra le forze di morte e di vita e d'amore.

Possiamo sperare nel progresso umano: sforzi in tutti i settori, soprattutto personali, per meglio comprendere gli altri.

Ma il progresso non è legge ineluttabile. Quanto al progresso tecnico, non è per nulla sinonimo di progresso umano.


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Traduzione
Ci sono molti futuri possibili. Futuri cataclismici, regressivi, di attesa e stagnazione, ma se non si segue una nuova via ci sarà un'incatenamento di avvenimenti catastrofici che si stimoleranno l'un l'altro.

La degradazione della biosfera e il riscaldamento climatico, portano a movimenti migratori massicci. Le aggravazioni delle crisi economiche, creano perturbazioni politiche.

La crisi del ‘29 è uno degli elementi che ha causato l'arrivo legale di Hitler al potere e il New Deal di Roosewelt.

L'oscurantismo è scatenato ovunque, non solo nei nuovi sviluppi religiosi con estremisti islamici, cristiani, o evangelisti negli Stati Uniti.

Non dobbiamo generalizzare, forse non siamo condotti alla guerra delle civilizzazioni, ma di certo a dei manicheismi.

Siamo in un'epoca regressiva, in particolare per l'Europa. Ha stoppato la costruzione della sua politica comune e vede svilupparsi, in ogni paese, partiti estremisti, nazionalisti, chiusi, con componenti xenofobe e razziste. È un fenomeno che, se si aggrava, rischia di sommergerci.

Non sono cataclismico, ma nel 1929 nessuno pensava che il piccolo partito nazista, così ridicolo, potesse un giorno arrivare al potere. Quindi siamo minacciati.

Lego speranza a disperazione. Perché, come diceva Holderling: "Là dove c'è il pericolo, cresce anche ciò che salva". Le fonti di angoscia presenti nel nostro mondo, sono fonte di disperazione, ma possono anche stimolarci a resistere all'angoscia.

Nulla è giocato, il probabile è forse disastroso, ma l'improbabile è spesso successo nella storia. Una delle mie massime è "Aspettati, l'inatteso". Io penso che ci sia oggi voglia di vivere e voglia di futuro che, il peggio non è sicuro.


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Traduzione

Siamo in un'epoca tragica, in cui si prende coscienza di problemi fondamentali solo grazie alle catastrofi. Terremoti, inondazioni, tsunami o disastri come Chernobyl, ci mostrano le minacce vitali che pesano sulla biosfera.

Questa storia del giappone ci dà due insegnamenti: la testimonianza di un popolo che reagisce con solidarietà, senza atti vandalici o disordine e una nuova problematizzazione del Nucleare.

La lobby industrial-statal-capitalista nucleare, ha inibito in Francia ogni sviluppo delle energie rinnovabili, imponendo il mito di una sicurezza assoluta, oggi superato.

Non ci sono solo terremoti e tsunami ma ci sono le negligenze, le condizioni metereologiche, le estati afose con fiumi secchi e centrali assetate, i rischi nell'importazione dell'uranio dal Canada o dal Nigeria, le scorie radioattive non neutralizzabili nocive per migliaia d'anni, e il fatto che il nucleare, che per sua stessa organizzazione necessita il segreto, è una forma di totalitarismo economico.

Nel caso del Giappone, paese che ha l'esperienza di scosse telluriche e tsunami (parola giapponese), come si sono potute costruire centrali in zone sismiche così vicine al mare? La catastrofe mostra la potenza di lobby, politici e tecnici e la loro cecità ad ogni condizione umana e ambientale. C'è una lacuna nel pensiero dei nostri dirigenti politici, sono incapaci di contestualizzare le decisioni che prendono.

Penso che si debba oggi cercare di uscire progressivamente dal nucleare. Non lo si può fare immediatamente, almeno in Francia, ma penso sia più pulito prevedere un'uscita dal nucleare, in attesa dell'eventuale fusione nucleare, che potrà essere realizzata fra 20-30-50 anni.

La prospettiva di quest'uscita dal nucleare è la prospettiva di uno sviluppo delle energie rinnovabili che conosciamo e la ricerca su nuove energie rinnovabili ancora non inventate. Ci sono progetti di grandi centrali solari nel deserto del Sahara, ci sono progetti di eoliche marittime. I vegetali lo fanno da 425 milioni d'anni (ndr), quindi abbiamo ancora molte cose da inventare.

Il vantaggio di un referendum è che creerebbe quel grande dibattito pubblico, fino ad oggi soffocato in Francia.

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Traduzione
Quello che contesto è il concetto della grande Rivoluzione, ideata da Marx e Lenin, che del passato vuol far tabula rasa creando un mondo tutto nuovo.

Il mito rivoluzionario va trasformato in un'indispensabile Metamorfosi per il bene dell'intera umanità. Io non annuncio nessuna tabula rasa, ma una continuità con il passato in trasformazione.

Tutte le rivoluzioni che nascono in nazioni che subiscono la tirannia, mi sembrano legittime. Non contesto il carattere rivoluzionario di quel che succede in Nord Africa.

I principi della Rivoluzione sono stati gettati dai movimenti giovanili in Tunisia, in Egitto e oggi in altri paesi, ma chissà se Rivoluzione si compirà. Sono contro il mito di questa Rivoluzione mondiale che aveva bisogno di una violenza radicale per riuscire. Quello che è capitato nei paesi maghrebini, arriva da un movimento non violento e la violenza, invece, è arrivata dalla parte della repressione.

Penso che abbiano espresso un'aspirazione alla libertà e alla dignità, cioè un'aspirazione ad una democrazia sociale e politica. L'aspirazione è chiara e ci indica che fino ad oggi l'Occidente considerava dogmaticamente questi paesi come abbandonati al fanatismo religioso o all'accettazione servile della schiavitù. Oggi vediamo che i giovani arabi sono come noi.

Il divenire di questi movimenti è sempre incerto. Prenda la Rivoluzione Francese: si è manifestata con un'insurrezione e la presa del simbolo dell'assolutismo reale che era la Bastiglia. Poi è arrivata la dichiarazione dei diritti dell'uomo e il cambio di regime.

Ma al movimento è seguita la guerra provocata dai re, il terrore, la controrivoluzione termidoriana, il bonapartismo, l'impero, il ritorno dei ré e poi, finalmente, il ritorno della Repubblica. Ma il messaggio della Rivoluzione Francese ha fecondato la storia. È sempre quel messaggio che ha trionfato nel 1989 su quello del 1917.

Nonostante la sua imponente potenza storica, anche quel messaggio ha rischiato di essere confiscato, dirottato, schiacciato, zittito. Ricordiamoci di Hegel che definiva la Rivoluzione Francese come un'alba splendida. Oggi vediamo l'aurora di una precoce primavera, ma come tutte le primavere precoci, anche questa rischia di essere distrutta dal gelo.

Prenda l'esempio della Libia: c'è stato un intervento, tardivo, che ha salvato Bengazy. Se la situazione marcisce avremo gravi effetti negativi. Quest'intervento è stato buono perché ha salvato un'insurrezione che stava morendo. Se, molto in fretta, Gheddafi non cade, avremo una situazione grave e marcescente.

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