Cultura
9 agosto, 2011

La Madonna? Una sovversiva

Michela Murgia rilegge la figura di Maria: una ragazza che accetta una gravidanza misteriosa e per certi versi inaccettabile è esattamente il contrario dell'immagine stereotipata della donna ubbidiente che ha tramandato la Chiesa

In un'estate dove curiosamente scarseggiano i libri cult, compresi quelli da spiaggia, c'è un passaparola che corre fra le lettrici, in particolare quelle che hanno trovato (o ritrovato) il gusto di analizzare la condizione femminile, cioè la loro, e i suoi numerosi disastri. E forse per catturare l'attenzione ci voleva un'autrice insolita come Michela Murgia, entrata nell'olimpo letterario con la super premiata"Accabadora", ma che si tiene alla larga da ogni star system e se apre bocca in qualche talk show riesce anche a dire qualcosa di intelligente.

E intelligente, oltre che coraggiosa da parte di una "credente organica e non marginale" come lei stessa si definisce, è la scelta di "Ave Mary", (Einaudi Stile Libero, pp. 166, e 16), rilettura dell'icona cattolica per eccellenza, la Madonna. Mitizzata fino a farne scomparire l'umanità, è la tesi di Michela Murgia, Maria è stata usata dalla Chiesa attraverso i secoli per giustificare il dominio maschile, anche se non erano stati i preti ad inventarlo.

Nella narrazione ecclesiastica la ragazza di Nazareth che accetta l'annuncio dell'Angelo diventa lo stereotipo della "donna che dice sì", creatura docile e ubbidiente a quel che le viene chiesto: come moltitudini di sue simili dovranno fare nei confronti della famiglia e della religione. Ma di Maria e della sua vita ricca di sorprese c'è un'altra narrazione possibile. Proprio con quel sì a una gravidanza misteriosa, inaccettabile secondo l'ordine sociale dei tempi, la ragazza compiva una scelta sovversiva, proprio come sarà il messaggio del Cristo.

Non è una Madonna in chiave femminista quella della Murgia, quanto una figura storica riletta attraverso i Vangeli e altri testi dimenticati da una chiesa che nel '900 aveva poi trasformato Maria "in una statuina da nicchia".

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