Dopo Santoro esce di scena anche la Dandini. 'Vieni via con me' di Fazio e Saviano esule su La7. Dove sta andando a finire il servizio pubblico?

Perché è stato chiuso il programma di Serena Dandini? A farsi questa domanda sono in molti ma la conduttrice del programma non sa dare una risposta. "Non so spiegare il motivo, ma noi andremo in onda lo stesso. Che sia in una piazza, La7 o Sky la trasmissione è pronta e si farà".

Il tira e molla sull'inizio della trasmissione parte a marzo quando il direttore di Raitre Paolo Ruffini chiede agli autori e alla conduttrice di portare avanti il programma per un altro anno. Loro accettano. Il primo agosto la Rai chiede di modificare il format. Loro accettano di nuovo e propongono un taglio del 5% sulle spese del programma. Iniziano a sorgere le prime incomprensioni, ma il direttore generale del servizio pubblico, Lorenza Lei, subentrata nel frattempo a Mauro Masi, assicura che verranno risolte. Intanto, secondo il racconto della Dandini nella conferenza organizzata per la stampa, il programma viene proposto alla Sipra (la società concessionaria  della pubblicità per il servizio pubblico).

Ora la decisione definitiva del consiglio di amministrazione: il programma non è nel palinsesto definitivo del nuovo anno. Neanche Mauro Masi - il peggior direttore generale della Rai di sempre - come lo ha definito Domenico Procacci, fondatore della casa di produzione Fandango, era riuscito a ottenere i risultati del nuovo direttore generale. "Le donne sono più brave", ha commentato sarcasticamente la Dandini, anche se, continua "la Lei non mi neanche avvisata. Ho appreso della mia cacciata dai giornali".

Giorno dopo giorno cadono le teste e i personaggi che hanno contribuito a fare informazione e intrattenimento: prima Fazio e Saviano, nove milioni di media di telespettatori a puntata e una valanga d'incassi di pubblicità con Vieni via con me. Poi Michele Santoro, che aveva dichiarato di essere disposto a rimanere di Anno Zero anche con un cachet di un euro a puntata.

Nel passato della Rai la lista dei licenziati è lunga: una parodia sull'allora presidente della Repubblica Gronchi costò il posto a Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello. Enzo Tortora fu costretto a lasciare, colpevole di non aver arginato le imitazioni di Alighiero Noschese su Amintore Fanfani. La Rai impedì a Paolo Rossi di esibirsi con un monologo di Pericle inserito nello spettacolo sulla Costituzione.

Colleghi e amici le hanno dimostrato affetto e solidarietà. "Mi ha fatto molto dispiacere e le faccio i migliori auguri perché si trovi una soluzione per una professionista non di primo, ma di primissimo livello" ha dichiarato Pasquale d'Alessandro direttore di Rai2. Anche Giovanni Floris, giornalista conduttore di Ballarò, esprime la sua preoccupazione sulla scelta della Rai: "c'è la sensazione che si smonti a pezzi una rete del servizio pubblico, tra l'altro in condizioni in cui il mercato concorrente si è fatto molto aggressivo". "Sono qua, sono un amico - ha commentato Michele Santoro -. Se serve, se c'è bisogno, siamo pronti a dare una mano, c'è solidarieta' assoluta. Anche per aiutarli a fare il trasloco''.

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