Attualità
settembre, 2011

Niente sussidio, sono artisti

Una circolare dell'Inps del mese di agosto ha cancellato la disoccupazione per attori, ballerini e tutte le figure del mondo spettacolo. Che adesso sono in rivolta. E si chiedono: ma i lavoratori non dovrebbero essere tutti uguali?

Che fine ha fatto l'indennità di disoccupazione per gli artisti? A farsi questa domanda in questi giorni nel mondo dello spettacolo sono stati in molti. Una sola certezza: la circolare 105 dell'Inps dell'agosto scorso ha tagliato il sussidio. Un aiuto necessario per lo svolgimento di una professione che prevede anche lunghi periodi di inattività. Il provvedimento dell'ente previdenziale ha ripreso una legge vecchia di 76 anni."Non sono soggetti all'assicurazione obbligatoria per la disoccupazione involontaria, il personale artistico, teatrale e cinematografico", recita così il regio decreto del 1935 che ancora adesso disciplina il settore e che esonera i datori di lavoro dal versare i contributi per l'indennità.

Da quel decreto al vuoto normativo di questi anni fino ad arrivare a una sentenza della Corte di Cassazione del 2010 che, sulla base del decreto regio, ha complicato la delicata posizione dei lavoratori dello spettacolo: "le figure artistiche sono da considerarsi lavoratori subordinati, ma esclusi dal trattamento della disoccupazione per le loro competenze artistiche e culturali". Una doccia fredda per tutte quelle persone che grazie a quel sostegno economico, hanno potuto continuare a calcare i palcoscenici italiani. L'indennità fino a luglio era stata peraltro riconosciuta, a macchia di leopardo, a tutti quegli artisti con almeno 78 giornate lavorative all'anno. In pieno agosto, è arrivata la circolare che ha uniformato le decisioni di tutti gli uffici Inps. In pratica, d'ora in poi, nessuno potrà più usufruire dell'indennità.

Dal web alle associazioni di categoria e ai teatri, il tam-tam è partito e tutti stanno facendo fronte comune per trovare una soluzione al problema. Dal Teatro Valle, in un'assemblea organizzata sul tema, sono partite diverse proposte. La struttura è stata occupata dal 14 giugno scorso per il rischio di affidamento della gestione a privati e soprattutto per difendere il mondo dell'arte dai continui attacchi alla cultura. Da allora è nato un movimento che discute, propone, aggrega ma che organizza anche un fittissimo calendario di spettacoli ed eventi.

Alfonso Veneroso, attore, ha raccontato della sua esperienza. Un'indennità negata, quattro anni di lotte e nel prossimo febbraio otterrà finalmente -lo spera- la decisione del  tribunale di Roma che gli darà ragione o torto. Una lotta per il principio più che per l'indennità e che sarà, nel caso di vittoria, una briciola in confronto alle spese legali sostenute. L'artista ha lanciato la sua idea: "E' necessario che in tutta Italia si faccia ricorso per le indennità negate. Soprattutto nei tribunali più piccoli come Tempio Pausania o Bolzano. A Roma, si sa, i magistrati sono oberati di lavoro".

All'assemblea si è poi parlato di incostituzionalità della legge che violerebbe i principi dell'uguaglianza dei cittadini garantiti dagli articoli 2 e 3 della Costituzione. Ma soprattutto si è arrivati a lanciare l'appello per unire le forze e presentare un ricorso comune. Magari quaranta, cinquanta persone alle quali sarebbe poi difficile non dare ragione, vista l'entità del problema e del danno. Da una parte la via giuridica dunque, ma alcuni come Fulvio o Ylenia che sono tra i coordinatori del Teatro Valle occupato, hanno anche proposto delle azioni mirate a sensibilizzare al massimo l'opinione pubblica nei programmi televisivi o alle prime degli spettacoli teatrali. Presenti all'assemblea, molti artisti, la maggior parte attori.

Per loro e con loro la solidarietà di personaggi dello star system come Valeria Solarino: "in questo periodo io sto lavorando molto e sono fortunata. Però sono qui per un bene comune: l'arte. Se posso dare una mano, io ci sono". Intanto, il prossimo appuntamento al Valle è previsto per il 26 settembre e per quella data, i coordinatori del Teatro occupato si aspettano nuove proposte e soprattutto soluzioni da rendere subito operative. Per restare aggiornati sull'appuntamento si può consultare il sito del Valle occupato.

Nel frattempo, sul web si moltiplicano le petizioni per abrogare la legge sull'indennità di disoccupazione degli artisti. Francesca Bernabini, presidente Federdanza-Agis ha lanciato sul sito della federazione un documento che tutti possono firmare. "Siamo in ritardo, chiediamo un aiuto a tutti. Il provvedimento è stato fatto nel cuore dell'estate e solo da pochi giorni ci siamo messi in moto. Stiamo ricevendo moltissime segnalazioni di indennità negate, la situazione è un vero e proprio disastro. Anche noi stiamo studiando la cosa dal punto di vista giuridico e speriamo di trovare al più presto una soluzione". Per il momento le preoccupazioni rimangono per un settore quello dello spettacolo, che ancora una volta viene ingiustamente e duramente colpito.

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